Il ministro Gelmini dice no alla scuola leghista

Il Ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini bacchetta il Sindaco di Adro, Oscar Lancini, leghista “dentro” e la sua iniziativa di tappezzare la scuola del paese, intitolata a Gianfranco Miglio, per anni uomo chiave del partito della Padania, con il Sole delle Alpi, emblema di derivazione celtica e simbolo inconstrastato della Lega Nord.

Lancini, già famoso, per aver costretto gli immigrati a pagare la mensa ai loro figli ( cosa di cui poi si era fatto carico un imprenditore per pura benevolenza) e  pare anche per aver imposto la carne di maiale a scuola (iniziativa poco gradita da parte degli stessi immigrati, data la loro religione) è da tempo al centro di varie polemiche. Secondo il portavoce dell’IdV, Leoluca Orlando, la struttura scolastica divenuta “vittima” del simbolo della Lega Nord  sarebbe stata “trasformata in una sede di propaganda politica dato che ogni parete, cestino o zerbino e’ stato marchiato con il simbolo della Lega Nord. Gli esponenti leghisti del governo prendano subito le distanze da queste posizioni estreme, antisemite e lontane anni luce da un Paese civile e democratico“.

E’ stata appunto  la Gelmini, a RtL, a rispondere indirettamente  ad Orlando, a onor del vero tendendo un po’ a minimizzare l’accaduto, ma  comunque prendendo fermamente le distanze dall’iniziativa del Primo cittadino di Adro:

Francamente – spiega-  il sindaco di Adro ci ha abituato ad un centro folklore, ad un certo estremismo, che ovviamente io come Ministro dell’Istruzione non condivido – e – forse nemmeno tutto il partito della Lega può condividere queste esasperazioni che non fanno bene neanche a quel movimento”.

Lancini è sicuramente uno che la Lega ce l’ha nel sangue; un’altra polemica sorta dai banchi della scuola di Adro è quella dei crocifissi. La storia va avanti ormai da anni e addirittura è stato chiesto l’intervento dell’Unione Europea. Per non saper ne leggere ne scrivere, il Primo Cittadino ha fissato al muro il simbolo religioso con le viti: “perché a nessuno venga in testa di toglierli o di coprirli. Viviamo in uno stato laico ma la nostra religione non si discute, neppure in una scuola frequentata per il 7% da immigrati” Ha spiegato il leghista doc al Corriere della Sera.

Resta il fatto che, a fronte di quest’ultima “originale” iniziativa, il governo Berlusconi, per bocca del Ministro interessato, ha dovuto prendere formalmente una posizione distaccata rispetto ad una questione che forse trascende la politica e sfocia nel puro idealismo, il quale, pur fosse intriso da una totale  buona fede, non dovrebbe mai prevaricare le idee altrui.

A.S.