Minitel, ritorno dal passato

In principio non fu Internet, ma Minitel. Quando ancora la rete non è era ancora realtà, già nove milioni di famiglie aprivano un piccolo computer collegato al telefono per mandarsi messaggi, fare la spesa, consultare le pagine bianche. Si trattava in pratica di piccola scatola marrone, con schermo, tastiera e modem incorporati, ormai del tutto fuori produzione, o almeno così si credeva. Già, perché quello che veniva raccontato come un fenomeno passeggero, morto e sepolto, secondo France Telecom può ancora contare su oltre un milione di apparecchi in funzione.

A quanto pare molti hanno conservato l’apparecchio e i servizi che propone continuano ad avere una nicchia di mercato. L’anno scorso la compagnia telefonica ha registrato 74 milioni di connessioni ai numeri brevi dedicati al Minitel. Tanto che la società che pubblica ogni anno le pagine gialle ha rinunciato a chiudere lo storico “3611“, il numero da comporre per consultare l’elenco telefonico attraverso Minitel. Tra i fedelissimi soprattutto persone anziane, non ancora entrate nella logica del web, ma anche veri e propri cultori convinti che il piccolo apparecchio rappresenti un mezzo più rapido e funzionale per effettuare alcune ricerche.

L’utilizzo è legato alle normali linee telefoniche, non c’è bisogno di connessioni veloci né di abbonamenti particolari. Tra i numeri più consultati ci sono sorprendentemente i siti d’incontri, che garantiscono l’anonimato assoluto. Sul Minitel, infatti, non è possibile postare fotografie, soltanto trasmettere testi. In Italia viene ricordato soprattutto per lo spazio ad esso dedicato all’interno della nota trasmissione “Mai dire Tv”, nel corso della quale gli spettatori inviando messaggi con il servizio potevano richiedere filmati o effettuare segnalazioni.

France Telecom propone ancora oggi 2400 numeri attivi, dall’astrologia al meteo. Ai tempi d’oro, nella metà degli anni Novanta, ce n’erano più di 25mila. Altri numeri, questo è certo. Ma il Minitel ha già ampiamente dimostrato di essere assai duro a morire.

Katiuscia Provenzani