Miss Italia trans: la Mancini piange in diretta

Alessia Mancini

Dopo aver visto il suo volto ed aver letto il suo nome per giorni sui principali quotidiani e giornaletti di gossip, la piccola miss non ha retto. Alessia Mancini, miss Lazio e numero 53 in gara a Miss Italia 2010, era balzata agli onori della cronaca prima ancora di apparire per la prima volta in tv in seguito alle indiscrezioni di Dagospia. Sul sito leggevamo che la partecipante fosse stata una trans operata. Selvaggia Lucarelli, inoltre, aveva riportato sul suo blog parole certamente sprezzanti nei confronti dell’argomento e della stessa ragazza: “Ve la do io la notizia bomba, è Alessia Mancini la miss transessuale, quella che ha vinto miss Lazio (…) fosse ancora Presidente della Regione Marrazzo, allora avremmo potuto sospettare di qualche favore”, e via discorrendo, alternandosi sempre tra l’ironia e la cattiveria più banale.

Così, ieri sera, dopo un paio di canzoni della sempiterna Kylie Minogue ed un’apparizione di Miss Italia ’95, Anna Valle, compare la tanto vituperata Alessia Mancini, in occasione, però, della sua eliminazione. La giovane spera in un ripescaggio, ma non abbandona il palco prima che la padrona di casa Milly Carlucci non le chieda una replica alle cosiddette accuse. “Sono solo giornalisti che dicono cattiverie pur di far soldi, non pensano cosa possa scatenare in una persona dire queste cose. Rispetto i trans, ma ora devo tornare a casa”, afferma, prima di annegare in un pianto che gela lo studio. A quel punto, uno dei giornalisti che avrebbe potuto scrivere o ideare una notizia di tale portata, Riccardo Signoretti, altrimenti noto come giornalista di Vero e Stop, replica, “Accusare qualcuno di essere un trans non è chiamare una persona ladra”. Eppure, anche a questa uscita, la miss risponde al vetriolo, rivoltando la domanda. Asciugandosi le lacrime, la Mancini esclama: “Ti piacerebbe se qualcuno ti dicesse che sei una donna e ti sei sottoposta ad un operazione?”

Insomma, che l’eleganza latitasse dalla kermesse di Salsomaggiore risultava abbastanza evidente, ormai da molto tempo, ma constatare che anche il più antico dei programmi televisivi ricorra a simili bagarre pur di guadagnare dello share in più, ci fa pensare che i soldi del canone avremmo potuto spenderli proprio diversamente.

Carmine Della Pia