Videopedaggi sul Gra, il no bipartisan di Zingaretti e Polverini

Un sistema capillare di videopedaggi, in grado di consentire un pagamento svelto come nel caso del “Telepass” autostradale. L’ultima trovata dell’Anas fa infuriare proprio tutti: dai cittadini ai politici, passando per i commercianti. La società che gestisce la rete stradale e autostradale nazionale ha da breve indetto un bando da 150 milioni di euro che dovrebbe prevedere l’installazione di “sistemi free flow” (videopedaggi appunto) sulle superstrade e sui raccordi anulari. Compreso quello romano.

Una proposta che ha da subito incontrato la ferma opposizione delle istituzioni locali e degli automobilisti, molti dei quali attendono ancora i rimborsi previsti dalla sentenza del Tar che ha bloccato gli aumenti delle tariffe proposti dall’ultima manovra economica.

“Berlusconi e Tremonti – ha esordito Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma – con il pedaggio vogliono aumentare le tasse alle persone normali senza dare nulla in cambio. Fermino l’Anas e la sua nuova folle idea di imporre un pedaggio elettronico al grande raccordo anulare. Basta con queste tasse inique e occulte – ha continuato Zingaretti – che colpiscono le fasce più deboli della popolazione, i pendolari, gli studenti e i lavoratori”.

Il democratico promette battaglia: “Comunque la Provincia di Roma – ha ripreso Zingaretti – si opporrà a questo balzello in ogni modo, così come ci siamo già opposti, ricorrendo con successo sia al Tar che al Consiglio di Stato,  all’aumento delle tariffe per i Raccordi autostradali proposti con un blitz dal governo a luglio”.

Dalla loro parte, ha aggiunto il presidente della Provincia, anche l’Unione europea: “Fra l’altro – ha continuato – nel nostro ricorso vittorioso di luglio, già sostenevamo che per i parametri europei il Gra non può definirsi come un’ autostrada che può essere sottoposta a pedaggio. Il grande raccordo anulare per velocità media e traffico – ha spiegato Zingaretti – è una grande strada di scorrimento cittadina e quindi non deve diventare a pagamento“.

Rincara la dose Enrico Gasbarra, membro della commissione Trasporti alla Camera: “Il bando – ha detto il deputato del Pd – è l’anticamera di quanto più volte abbiamo denunciato: un sistema di pagamento sui raccordi autostradali italiani e sui 33 svincoli del Gra. Un incredibile balzello elettronico – ha denunciato – che sarebbe una vera tassa per milioni di automobilisti e per il trasporto merci”.

Affronta a muso duro la questione anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: “Ribadiamo – ha scandito – la nostra contrarietà che i cittadini non soltanto di Roma ma di tutto il Lazio, per studiare o per lavorare, debbano essere penalizzati da nuovi pedaggi. Mi auguro – ha proseguito la governatrice – che il provvedimento dell’Anas non vada in questa direzione. Se così non fosse, con il sindaco Alemanno e il presidente della Provincia Zingaretti – ha annunciato – metteremo in campo tutte le nostre azioni per evitare che ciò accada”.

Il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, infine, punta l’indice contro due membri della squadra di governo: “Non è possibile – ha detto – che i ministri Tremonti e Matteoli si voltino dall’altra parte fingendo di non vedere quello che una società interamente nelle mani dello Stato intende fare per vessare i pendolari e accanirsi ancora una volta contro la Capitale. Chiediamo nuovamente – ha insistito Meta – il ritiro di quel decreto già sconfessato per parte dalla giustizia amministrativa”.

Maria Saporito