A scuola con l’IPad: la sfida parte da Bergamo

Accompagnato da polemiche, proteste, ma anche da qualche novità. Il rientro a scuola, che ha coinvolto ieri 8 milioni di studenti in tutta Italia, verrà ricordato quest’anno per un importante passo avanti in termini tecnologici. Che ben presto potrebbe divenire realtà nelle aule dei nostri istituti di formazione. Testimoni della piccola impresa i 17 alunni della 4L del liceo scientifico Lussana di Bergamo, che ieri entrando in classe hanno trovato ad attenderli sui banchi di scuola altrettanti IPad, da affiancare a libri e quaderni nel normale svolgimento delle lezioni.

Il tablet è stato fornito anche a tutti i componenti del consiglio docente. Verrà utilizzato per le normali attività didattiche, al fine di testare se possa efficacemente sostituire o integrare i tradizionali testi didattici, facilitando un approccio metacognitivo allo studio. La sperimentazione  si concluderà con un convegno in cui alunni e insegnanti presenteranno la loro esperienza.

Ad onor del vero dobbiamo però segnalare che si è trattata di una falsa partenza. La sperimentazione, finora unica in Italia, era stata infatti presentata a studenti e genitori alcuni giorni prima del normale inizio delle lezioni e sarebbe dovuta partire con il primo giorno di scuola. Ma al loro arrivo in classe, ragazzi ed insegnanti hanno dovuto tristemente constatare che non era ancora stato predisposto il collegamento wireless, indispensabile per accedere alla rete e rendere L’IPad uno strumento realmente efficace.

La disfunzione tecnica ha quindi costretto i giovani studenti a riaprire i cari vecchi quaderni, riponendo il  computer sotto il banco, almeno per il momento. Il preside ha già fatto sapere che le problematiche riscontrate saranno risolte nel giro di pochi giorni, e che il progetto, promosso da una docente dell’istituto e supportato dall’ufficio scolastico regionale, con il patrocino del ministero dell’Istruzione, partirà di sicuro prima della fine di settembre. Sperando di non “cadere ancora una volta nella rete”.

Katiuscia Provenzani