Cuccioli di cane bruciati vivi nella notte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:48
Micky, salvo per miracolo

Micky è vivo per coincidenza. Mentre le fiamme lo circondavamo e lo spingevano a guaire disperatamente, il cucciolo di cane stava tentando di scavare un buca per mettersi al riparo. Quando è stato estratto dal rogo era impaurito e dolorante. Il suo piccolo corpo è pieno di ustioni, anche piuttosto gravi, ma pare che Micky se la caverà. E’ stato, nonostante tutto, fortunato. Per almeno due suoi compagni di sventura le cose sono andate molto peggio. Di loro non è rimasto nulla, se si escludono i resti dei corpi carbonizzati disseminati in mezzo alla cenere. Un quarto cane, secondo quanto emerso, potrebbe essersi dato alla fuga. Glielo auguriamo.

Teatro della tragedia è Leporano, località pugliese di settemila abitanti in provincia di Taranto. E’ in questa cittadina che un paio di giorni fa quattro cuccioli trovatelli sono stati gettati in mezzo alle fiamme. Qualcuno – ancora ignoto – li ha presi nella notte presso l’edificio dove si trovavano provvisoriamente, con la chiara intenzione di ucciderli. E di farli soffrire. I piccoli di cane sono stati buttati in un rogo assieme a coperte, ciotole e altri oggetti che l’associazione ‘Quattro-cani-per-strada’ aveva fornito agli animali. Almeno due delle bestiole avrebbero dovuto, grazie al lavoro dei volontari dell’associazione, lasciare il loro provvisorio rifugio proprio il giorno successivo, destinati a famiglie del nord. Purtroppo il gesto inumano e folle di qualche delinquente ha cambiato le prospettive dei cuccioli.

La presidente dell’associazione, Anna Mezzapesa, è straziata dal dolore. Su Facebook afferma che “questo crimine si poteva evitare”. Nella notte, infatti, i guaiti degli animali si erano sentiti forti e chiari. Ma nessuno, secondo la Mezzapesa, si è è preso la briga di interessarsi a ciò che poteva succedere all’interno di quel rudimentale canile. Tutti hanno ignorato la cosa. Ad avvertire le forze dell’ordine ci hanno pensato i volontari, ma solo il giorno successivo.

Quella mattina, racconta la donna, davanti agli occhi le si è presentata una “scena raccapricciante”. Nel canile c’era ancora del fumo ma, soprattutto, si potevano udire dei deboli e toccanti guaiti arrivare dal mucchio di cenere. Si trattava di Micky. Una volta individuato, il piccolo è stato estratto dalla buca, ferito e terrorizzato, ed è stato immediatamente portato dal veterinario.

“Abbiamo un’idea ben precisa di chi possa essere stato ma non abbiamo uno straccio di prova per dimostrarlo e per questo ci siamo limitati ad una denuncia ai carabinieri. Che questa volta sembrano aver preso a cuore la vicenda e che si sono subito attivati”, continua la volontaria, sottolineando come in passato le altre denunce non avessero ottenuto alcun esito.

Una lettera dell’associazione diretta al sindaco di Leporano ricorda infatti che “nel corso degli anni tante volte abbiamo dovuto subire e assistere ad episodi di violenza: cani avvelenati, cani picchiati, cuccioli buttati nei cassonetti, cani investiti e abbandonati con la schiena spezzata sul selciato. A noi poi è toccato l’ingrato compito di raccoglierli e farli ‘ addormentare’”. Tramite Facebook, la rete stessa si è attivata per chiedere che la vicenda non passi sotto silenzio e che, soprattutto, i responsabili vengano individuati e arrestati.

“Brucerò i randagi!”, aveva gridato un sindaco di un comune italiano alcune settimane fa. Alla luce del terribile gesto di Leporano, quelle parole suonano adesso ancora più inquietanti e pericolose.

Gianluca Bartalucci