Partito Democratico, nuovi fischi alla festa di Milano

Il 2010, per le Feste Democratiche del PD, ingloriosa nuova veste delle gloriose Feste dell’Unità, sarà ricordato come l’anno dei fischi e delle contestazioni.
Dopo i fischi riservati a Torino a Schifani e Bonanni, in questo caso con tanto di fumogeno (e sediate del servizio d’ordine della Cisl) annesso, ieri sera è stata la Festa milanese dei democratici a dover fare i conti con i “Corsari”, movimento cittadino che ha riunito, per l’occasione, un centinaio fra operai, studenti, precari e disoccupati.
Ospite della serata, per il dibattito “Il caso Fiat e il lavoro nell’economia globalizzata”, era, infatti, il senatore Pietro Ichino, già al centro di numerose polemiche per le posizioni espresse nel corso dei mesi del suo mandato sulle tematiche del lavoro e dei diritti.

Nel video-reportage “Un I(n)chino a Confindustria”, diffuso questa mattina dai “Corsari” protagonisti della contestazione, sono ricordate in apertura le frasi incriminate che hanno motivato l’improvvisata di ieri sera: “è mai possibile che, dopo mezzo secolo in cui vicende di questo genere si sono susseguite sempre secondo il solito logoro schema, ancora non abbiamo imparato ad affrontare le crisi industriali con metodi più moderni?” (5 agosto 2009, riferito agli operai della Innse protagonisti dell’occupazione della propria fabbrica per evitare la chiusura utile all’ennessima speculazione edilizia), “l’amministratore delegato di Fiat ci fa un servizio prezioso. Se rifiutiamo di prendere sul serio quello che Marchionne ci propone chiudiamo gli occhi su una delle cause principali dell’incapacità dell’Italia di attirare investimenti stranieri” (23 agosto 2010, in merito all’accordo proposto a Pomigliano per “polachizzare” i diritti dei lavoratori) e “il diritto di sciopero va limitato da accordi sindacali (12 agosto 2010).

I “Corsari”, rimasti in incognito fino all’inizio del dibattito, hanno dato vita alla contestazione quando dal palco ha preso la parola Ichino; nel tentativo di consegnare al professore una tuta da operaio e una cuffia utilizzata dai precari dei call center, sono stati bloccati da Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa, presenti in numero ingente, ironia della sorte, sotto il cartello “benvenuti” alla festa.
Dopo circa venti minuti, trascorsi in un clima di tensione accompagnato da slogan come “Ichino sei un servo di Marchionne” e “A lavorare, Ichino a lavorare”, i contestatori hanno abbandonato la Festa sfilando in corteo dallo spazio dibattiti fino all’uscita.

“Da più di dieci anni, il giuslavorista del PD è corresponsabile dell’attacco ai diritti dei lavoratori. Dall’introduzione dei contratti a tempo determinato e Co.Co.Co fino all’offensiva finale contro il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, passando per l’abrogazione dell’ articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Basta dare spazio a chi ci vuole condannare ad una precarietà permanente senza sapere cosa ciò vuol dire sulla propria pelle. – si legge nel comunicato diffuso via internet dai “Corsari” che hanno rivendicato l’azione – Ribatteremo colpo su colpo ad ogni attacco sferrato contro i diritti dei lavoratori“.

Nessuna replica è giunta finora dalla dirigenza del Partito Democratico, intimorita forse dalla possibilità di dare adito a nuove polemiche riguardanti la posizione, o, meglio, le posizioni interne al partito in merito ai temi del lavoro; solo il ministro degli Interni Maroni, questa mattina a “Mattino 5”, ha spiegato che “c’e da preoccuparsi perchè non sono contestazioni, sono veri e propri atti di violenza”.

Mattia Nesti