Bavaglio Rai: stop ai talk show se ci sono applausi

Mauro Masi avverte: i  programmi Rai dovranno essere conformi alle schede di proposta con tutti gli elementi di informazione necessari, altrimenti potrebbero essere sospesi.

Lo scrive il Dg del servizio radiotelevisivo pubblico italiano in una circolare del 24 agosto scorso inviata ai direttori di rete, testata e per conoscenza ai vice direttori generali.

Una circolare diffusa dal portavoce di Articolo 21, Beppe Giulietti e che, in questo momento, è sul tavolo del Cda in corso a Viale Mazzini, che aveva all’ordine del giorno la discussione sull’informazione Rai. Dice Giulietti: “Sono entrato in possesso di una circolare-bavaglio della Direzione generale Rai che dà inizio a una grande campagna di mobbing contro tutti i programmi che non piacciono al direttore generale e al premier“.


“In particolare il punto
2 della comunicazione urgente del direttore Masi in cui si arriva a minacciare la chiusura d’ufficio di un programma in presenza di una difformità tra le schede predisposte di un programma e il programma medesimo – prosegue il portavoce di Articolo 21 -. Cosa resta dell’autonomia dei direttori di rete e di testata? Cosa resta del diritto di cronaca? Quella del Dg Masi è una circolare che, perfino nel linguaggio, assomiglia più a un mattinale della vecchia questura che non a un documento di un’azienda che tra l’altro si occupa di informazione“.
La delibera-bavaglio di Masi scatena, come da previsione, una vera e propria bufera politica. Secondo Pancho Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione, l’editto Masi è “un atto apertamente dispotico, in perfetta linea con il sistema feudatario che si sta instaurando nel mondo dell’informazione. E’ l’ennesimo bavaglio alla libertà di espressione imposto da un governo ormai privo di consensi cui non resta che tentare il colpo di mano”.

“L’editto di Masi – aggiunge l’esponente dipietrista – prescrive che durante i talk show non ci siano applausi, altrimenti la trasmissione sarà chiusa. E si arriva al parossismo illiberale quando si preoccupa di raccomandare a direttori di rete e conduttori che il pubblico non diventi in alcun modo parte attiva del confronto tra gli ospiti delle trasmissioni. Così la Rai subisce una inversione della sua missione, da informare i cittadini ad impedire il formarsi delle loro opinioni. Il sospetto è che la delibera abbia esattamente lo scopo di chiudere le trasmissioni scomode“.

Dura anche la reazione del Pd che, con Vincenzo Vita, commenta: “E’ augurabile che la circolare del direttore Masi ai direttori di rete e testata sia oggetto di discussione nella competente sede di indirizzo e vigilanza. Non si ricordano precedenti così burocratici e autoritari, il cui effetto non è quello di mettere ordine, bensì di fomentare il ‘disordine’ e di imbavagliare ulteriormente il servizio pubblico”.

Raffaele Emiliano