Dopo i 4 anni ogni sbadiglio ne attirerà un altro

Si è sempre sentito dire che lo sbadiglio è contagioso. Molto spesso capita che un vicino stia sbadigliando e di colpo ci venga da sbadigliare anche a noi. Come mai? Forse una vera e propria spiegazione non l’abbiamo mai chiesta. Oltre a porci, però, questa domanda dobbiamo anche chiederci da quando questo avviene? Lo sbadiglio è contagioso anche per i neonati oppure no? Perché, anche se non ci sentiamo stanchi sbadigliamo dopo gli altri o addirittura insieme? Eppure, ragionando senza conoscere come vanno le cose, potremmo pensare che in teoria è difficile sbadigliare senza volere proprio perché sui muscoli della bocca abbiamo il controllo. Siamo noi che decidiamo quando o meno aprire la bocca. A quanto pare però la ragione non serve. Le spiegazioni sono ben altre.

In generale dobbiamo sapere che uno sbadiglio chiama un altro sbadiglio, in due persone diverse, grazie allo sviluppo dell’empatia. Più riusciamo a metterci in contatto con gli altri, con le persone che ci stanno attorno, più siamo empatici, e più saremo contagiati. L’empatia si sviluppa sempre di più con l’andare degli anni. Da recenti studi è emerso che i bambini fino a 4 anni non sono in contatto con le persone che li circondano. Nei piccoli la capacità di empatizzare con il prossimo, di capire gli altri e mettersi nei loro panni, si sviluppa sempre di più con l’età.

Ci sono casi in cui lo sbadiglio non è contagioso? Sì. I bambini che soffrono di autismo non subiscono questa particolare ‘trasmissione’. Per loro, sfortunatamente, più grave è la malattia, meno contagioso è lo sbadiglio. Nei malati di autismo c’è per l’appunto un problema di empatia, una difficoltà nel riconoscersi e immedesimarsi negli altri.

Ad incuriosirsi e soprattutto ad indagare tale fenomeno sono stati gli studiosi e gli scienziati dell‘Università del Connecticut. Il particolare studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista intitolata: ‘Child Development’.

Per scoprire quanto sopra affermato gli studiosi e i ricercatori hanno analizzato il comportamento di 120 bambini da 1 a 6 anni. Sono stati monitorati inoltre anche bambini autistici in età compresa fra i 6 e i 15 anni.

Ora, quando sbadiglieremo in compagnia, sapremo che in realtà siamo riusciti a connetterci in maniera empatica con la persona che ci sta davanti.

Alessandra Solmi