Miss Italia 2010, caso Alessia Mancini: Selvaggia Lucarelli ai giornalisti

Come spesso accade nelle varie competizioni, anche per la recentissima Miss Italia 2010 non c’è un’unica eletta, Francesca Testasecca, che porta in giro fascia e corona, ma le si affianca una vincitrice morale, Alessia Mancini.

La bella e altissima Alessia, a causa delle insistenti voci sul suo presunto passato maschile, e “l’accusa” di essere una trans, non solo ha ricevuto più luce delle altre Miss, ma il suo dispiacere e i suoi pianti hanno commosso chi armandosi per difenderla l’ha definita la vincitrice morale.

Prima che la gara avesse inizio giravano voci che a Miss Italia, forse, c’era una concorrente trans, quella voce è poi diventata un nome: Selvaggia Lucarelli.

La famosa giornalista può piacere o meno, capace di far sorridere per ogni frase scritta, secondo alcuni, eccessiva secondo altri. E’ vero che il caso Alessia Mancini è scoppiato in seguito al suoi post, ma di lì a poco l’avrebbero fatto altri, togliendo a lei il gusto di “spettegolare” per prima.

Il polverone sollevato è stato enorme, forse eccessivo, al punto che la Lucarelli ha anche dichiarato il suo sincero dispiacere se il tutto ha macchiato il sogno della giovanissima Alessia.

Ma un sassolino nella scarpa dell’ex signora Pappalardo andava tolto, ovviamente a modo suo: Chiudo ringraziando i giornalisti che, tutti, mi hanno citata con nome e cognome. Quando si tratta di fare scarica barile vedo che c’è grande attenzione per la fonte. Insomma, se bufala è, ci tengono sia chiaro di chi è il copyright. Se bufala non è, di solito mi si cita così: “Secondo rumors provenienti dalla rete…”.
Rivolgo un amabile pensiero alla giornalista (ah, le donne) de “Il giornale” che mi ha definita “un’aspirante showgirl in cerca di visibilità”. Non che la ritenga un’offesa ma io al Bagaglino non ho mai ballato né fatto da spalla a Martufello per cui mi pare che “showgirl” non sia proprio il mio posizionamento. La visibilità la cerco come tutti quelli che si divertono a dare notizie cercando di anticipare gli altri, col tesserino da giornalista o senza. E infine, la ringrazio per avermi definito “showgirl” senza gettare ombre ingombranti sul mio passato scrivendo magari “showman”.

S.L.