Molestie sessuali: vittima una donna italiana su due

Circa 10 milioni e mezzo di donne italiane tra i 14 e i 65 anni, vale a dire il 51,8 %, almeno una volta nella vita sono state vittime di molestie sessuali. Si tratta di un dato a dir poco allarmante, dal quale emerge che più della metà delle donne in Italia hanno dovuto combattere contro diversi tipi di angherie, tra cui pedinamenti, ricatti sul lavoro, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche.

Le cifre provengono da uno studio dell’Istat su “molestie sessuali e i ricatti sessuali sul lavoro”, che questa mattina è stato presentato presso la sede dell’istituto nazionale di statistica a Roma. L’indagine si riferisce al 2008-2009 ed è stata effettuata per mezzo di interviste telefoniche all’interno dello studio sulla “Sicurezza dei cittadini”. Sono state prese in considerazione per la compilazione di questa ricerca 60 mila famiglie per un totale di 24mila 388 donne fra i 14 ed i 64 anni.

La fascia più esposta al rischio delle molestie comprende quella delle donne che abitano in periferia (64,9%) oppure in comuni periferici. Le violenze si addensano e si concentrano soprattutto nell’Italia settentrionale. Primato negativo per il Nord-Ovest (57,2%), seguito dal Nord-Est (54,3%). Decisamente sopra la media per quanto riguarda questi dati drammatici il Piemonte, che registra uno sconfortante 58,9%. A seguire si trovano poi Lombardia (56,9%), Emilia-Romagna (56,3%) e Liguria (55,5%).

Il 19,1% delle donne fra i 14 e i 64 anni, cioè 3 milioni 864mila, ha dovuto patire almeno una volta delle molestie o ricatti sessuali sul lavoro negli ultimi 3 anni. Per le ragazze più giovani, fra 14 ai 24 anni (38,6%), la possibilità di dover subire una violenza sessuale si raddoppia. Dopo di loro a correre i maggiori rischi sono le 25-34enni (29,5%), fra cui sono molto alti i valori per quanto riguarda le laureate (26,1%) e le diplomate (22,3%). Considerando sempre gli ultimi tre anni, le donne del sud risultano più colpite rispetto a quelle del nord, con un 21% rispetto al 19,9% del Nord Ovest e al 17,7% del Nord est.

Ricerche analoghe vennero effettuate sempre dall’Istat nel 2002. Allora si riscontrò un notevole calo delle molestie sessuali, dei ricatti, delle telefonate oscene e delle violenze fisiche. Oggi le molestie fisiche rimangono praticamente invariate, mentre sono diminuite quelle mosse per via telefonica, grazie soprattutto ad un aumento della tecnologia, così come ha spiegato Linda Laura Sabatini, direttore centrale dell’Istat per le indagini sulla condizione e sulla qualità della vita.

Andrea Camillo