Rom, scontri fra Ue e Francia

Continuano le polemiche sulle espulsioni dei rom nel territorio francese. Un botta e risposta fra le maggiori istituzioni europee. Riguardo a questo tema, ieri il Commissario Ue per la giustizia Viviane Reding, aveva espresso una forte contrarietà. “La mia pazienza sta finendo – aveva detto – quando è troppo è troppo, nessun Paese piccolo o grande che sia può avere un trattamento speciale quando sono in gioco i diritti fondamentali”. Secondo la Reding una vera e propria “discriminazione”.

Oggi arrivano le prime reazioni dalla Francia. Per Sarkozy sono critiche “inaccettabili”. Secondo il Ministro degli Esteri Pierre Lellouche, sono affermazioni “indecorose”. “Non e’ questo il modo di rivolgersi a un grande Paese” ha aggiunto in un’intervista radio. Già nelle settimane scorse, l’argomento del rimpatrio dei rom aveva scatenato reazioni negative. La prima quella del Vaticano. “Bisogna saper accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù venuto a radunare gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le lingue”, aveva detto il Papa a Gastelgandolfo.

Anche dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arrivano parole di vicinanza al Capo dell’Eliseo.La signora Reding avrebbe fatto meglio ad affrontare il tema in privato con i dirigenti francesi prima di esprimersi pubblicamente come ha fatto. Il problema dei rom non è specificatamente francese”. Dice Berlusconi, secondo il quale vi è anche un’altra questione. “Riguarda tutti i Paesi d’Europa e non è il solo che riguarda l’Europa: c’è anche quello dell’immigrazione clandestina”. Per il capo del governo, serve una politica sulla falsariga di quella italiana e francese per la gestione di questa tematica.

Intanto da Bruxelles, il Presidente della Commissione Ue Barroso, difende la collega. “La posizione della Commissione e’ chiara: la legge comunitaria deve essere rispettata, e’ proibita la discriminazione fondata sulle origini etniche, questo e’ uno dei valori fondamentali alla base dell’Ue e noi facciamo quanto necessario per assicurare il rispetto di questi principi“. Un ping pong senza fine.

Matteo Melani