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Stasera in tv: “Children of the corn 666: il ritorno di Isaac”

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Questa sera, alle ore 21:35, la rete satellitare GXT trasmetterà l’horror, del 1999, “Children of the corn 666: il ritorno di Isaac” (titolo originale “Children of the corn 666”). La pellicola, diretta da Kari Scogland, è interpretata da John Franklin e Stacy Keach.

Hannah Martin decide di tornare a Gatlin, il suo paese natale per cercare notizie sulla sua vera madre. In prossimità della cittadina, decide di dare un passaggio a un vecchio sconosciuto. Da quel momento in poi ogni cosa andrà diversamente da quanto previsto innescando una serie di eventi che porteranno Hannah nell’ospedale psichiatrico di Gatlin. Qui è detenuto anche Isaac, l’antico predicatore della setta dei “figli del grano”, pronto a tornare, più spietato che mai, per portare a compimento un’antica profezia…

Sesto capitolo della prolifica saga di “Grano rosso sangue” (questo è il titolo del primo film della serie) iniziata nel 1984 con la trasposizione cinematografica del racconto “Cildren of the corn” di Stephen King. Lo stesso King, in “Goes to the movies” libro in cui fornisce pareri sulle sue opere fissate su sedici millimetri, sostiene che “Grano rosso sangue” snaturi l’essenza del racconto fornendo allo spettatore solo una bella storia. Ed è vero, il primo film, seppure con un plot poco originale, risultò un lavoro più che soddisfacente per gli amanti dell’horror, soprattutto per le sue atmosfere. Atmosfere che mancano già in “Grano rosso sangue 2” (1993). Da allora, contemporaneamente alla proliferazione di seguiti, indici del successo commerciale della saga, la qualità inizia a scendere sempre più. “Children of the corn 666” ci propone una storia che, naturalmente, ha poco a che fare con l’origine della vicenda e, per di più, allo scopo di fornire nuovi elementi, mette troppa carne al fuoco senza approfondire, anche a causa della sua breve durata, nessun argomento. L’atmosfera originale è andata persa, così come quell’immagine dell’Isaac sacerdote bambino che ci aveva terrorizzati tanti anni fa.

Valentina Carapella

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