D’Alema attacca Berlusconi e Vendola

Dopo le lettere agostane di Veltroni e Bersani a “Corriere della Sera” e “Repubblica”, anche l’ex premier Massimo D’Alema, oggi alla guida del Copasir e già primo sostenitore dell’attuale segretario del PD alle primarie dello scorso anno, ha scelto di intervenire a mezzo stampa, con un’intervista sulle colonne de “La Stampa”, per commentare la situazione generale del Paese e dei democratici, indicando una via da seguire per il futuro.
“Noi siamo un partito democratico, – esordisce D’Alema, attaccando il “modus operandi” di Berlusconi – non abbiamo un padrone che si aiuta a restare in sella con molti quattrini e molte tv: ma proprio perche’ siamo democratici, la forza della nostra leadership e’ data dall’investimento che su di essa fa il gruppo dirigente”.

Piena fiducia, quindi, al segretario del PD Bersani, dipinto come unico leader possibile del centrosinistra su cui  i democratici dovrebbero investire, anche in caso di primarie.
Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa: – argomento l’ex Ministro degli Esteri nel prosieguo dell’intervista – indebolirlo, magari mentre si e’ in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale. […] I grandi partiti europei candidano il loro leader alla guida del governo. E’ un principio che abbiamo perfino inserito nel nostro Statuto. Quindi troverei ragionevole che, se vi sono dirigenti del Pd che intendono candidarsi alla guida del governo, si candidassero prima alla segreteria del partito”.
Piena fiducia, quindi, ai progetti per il futuro, anche in caso di elezioni anticipate, delineati da Bersani? “Berlusconi certo non e’ finito, – continua D’Alema – reagira’ e avremo ancora delle fasi aspre: ma perche’, di fronte alla evidente crisi della destra, il Pd non riesce a crescere? – Al di la’ delle polemiche questo e’ un problema. Che Bersani, pero’, con l’importante discorso di Torino, ha affrontato nel modo giusto. […] Applaudo Bersani perche’ ha fatto un discorso rivolto al Paese e ai suoi problemi; e perche’, cosa che noi sapevamo, sta venendo fuori alla distanza, con concretezza e ragionevolezza, secondo le sue caratteristiche“.

Meglio, quindi, la “concretezza” dell’attuale leader del Partito Democratico rispetto alle poesie e le “narrazioni” di Nichi Vendola, ormai quotidianamente impegnato nella richiesta di primarie e nella promozione della propria autocandidatura a leader del futuro “Nuovo Ulivo” delineato da Bersani.
“Credo che prima (di pensare alle primarie, ndr) – continua D’Alema – occorra vedere se c’e’ intesa sulle basi politiche e programmatiche necessarie a stringere una alleanza non scontata. Vendola fa parte di quella sinistra che ha costituito il problema maggiore per Prodi, fin dal primo governo. Ha fatto i conti con questo? Sa che gli italiani non vogliono che quanto accaduto si ripeta?”.
Il controverso nodo politico posto dall’ex Primo Ministro, d’altronde, era già stato al centro del congresso di Rifondazione Comunista del 2008 quando, a fronte di una maggioranza interna che scelse di avviare un processo unitario, che ha portato oggi alla nascita della Federazione della Sinistra con Pdci, Socialismo 2000 e parte della sinistra Cgil, sancendo la disponibilità ad un’alleanza col PD su temi legati alla democrazia (conflitto d’interessi, leggi ad personam, legge elettorale) senza in ogni caso rendersi disponibili ad un organico accordo di Governo dopo l’esperienza dell’esecutivo Prodi 2006-2008, Nichi Vendola, posto democraticamente in minoranza, scelse di abbandonare il partito per fondare Sinistra e Libertà, aprendo, per il futuro, ad una riproposizione di un Governo misto centro-PD-sinistra che pure, già nel biennio precedente, aveva mostrato limiti insormontabili.

Se Bersani, quindi, ha chiarito nei giorni scorsi che “con la Federazione della Sinistra è possibile solo un’alleanza democratica su due paletti, nuova legge elettorale e difesa della Costituzione”, le parole odierne di D’Alema suonano come un chiaro avviso a Vendola: se vuole davvero correre alle primarie deve portare, senza se e senza ma, Sinistra Ecologia e Libertà dentro il programma strategico-politico del Nuovo Ulivo targato PD.

Mattia Nesti