Gary Harvey: la moda riciclata

L’ecologia è diventato un tema onnipresente tanto da occupare anche il settore moda, famoso per i suoi sprechi.

Ma se la crisi avanza, quale miglior compagno di viaggio se non l’eco-riciclo?

Siamo abituati a vedere la moda come il regno delle frivolezze dove tutto ciò che è accessorio diventa necessario ma ultimamente sembra ci sia una lieve inversione di rotta.

Il budget si restringe e le case di moda lavorano di fantasia per ridurre gli sprechi con stile, così creano abiti con materiali impensabili, certamente non destinati all’ago e filo ma sicuramente ecologici per salvaguardare tasche e ambiente.

Un maestro in questo campo è il celebre Gary Harvey; la sua riflessione ecologica nasce proprio dalle iniziali ristrettezze economiche, non potendo permettersi tessuti sempre nuovi per i suoi abiti, ricavava la stoffa da quelli vecchi finché non ha fatto del riciclo la sua arte.

Si tratta di vera e propria arte, Gary Harvey non crea semplici capi destinati al commercio ma opere da esposizione, tant’è che i suoi abiti migliori sono esposti al Museo Nazionale di Arte Contemporanea in Corea del Sud e in altri due famosi musei londinesi.

Gary Harvey realizza le sue opere con sacchetti di plastica, tappi delle bottiglie, fogli di giornale, cartoni alimentari e tutto ciò che si trova a portata di mano.

I suoi capolavori più celebri sono il “newspaper dress” realizzato con 30 copie del Financial Times  e il “denim dress” nato da un vecchio paio di Levi’s entrambi catturati dagli scatti dei migliori fotografi e finiti sulle copertine di magazine mondiali.

Se la creatività nasce dagli stenti, si prospetta un periodo all’insegna dell’estro!

Valentina Bauccio