I robot? Ora diranno anche le bugie

L’evoluzione tecnologica li ha portati a replicare le caratteristiche umane sempre più fedelmente, e questo lo si sapeva. Ma ora a quanto pare, i robot sono anche in grado di mentire. A darne dimostrazione due ricercatori del Georgia Institute of Technology di Atlanta. Gli ingegneri sono infatti riusciti per la prima volta a creare un algoritmo capace di far dire bugie ai robot. Lo studio portato avanti dagli esperti e pubblicato sulla rivista International Journal of Social Robotics, si sofferma soprattutto sulle cosiddette “bugie bianche” in settori come l’assistenza a persone traumatizzate o affette da demenza degenerativa.

Il presupposto da cui l’indagine ha preso il via è la concezione della menzogna come comunicazione falsa volta a beneficiare il comunicatore, quindi non dannosa. «Il nostro algoritmo – spiegano Wagner ed Arkin – si basa su due condizioni: la prima è che il soggetto metta in pratica l’inganno tramite una comunicazione falsa; la seconda è che ne tragga una qualche forma di beneficio». E per far ciò, una macchina capace di mentire non solo deve sapere come farlo, ma deve anche avere una discreta conoscenza del destinatario della bugia, capendo perciò quando è il caso di ricorrervi. Il processo si articola in quattro fasi: il dispositivo robotico decide innanzitutto se la situazione è tale da giustificare o meno l’inganno. Poi crea una metarappresentazione, ossia un’idea di ciò che vorrebbe far credere all’interlocutore. Infine, seleziona il tranello più efficace e lo mette in pratica. Si tratta senza dubbio di una scoperta notevole, che pur lanciando dei dubbi di carattere etico, rappresenta un grande passo avanti.

Prima dei due ricercatori, solo un gruppo di lavoro della Scuola Politecnica di Losanna, in Svizzera, si era avvicinato a tale traguardo, osservando che, in determinate condizioni, robot programmati ad apprendere dall’esperienza sviluppano spontaneamente dei comportamenti mendaci nell’obiettivo di avere un vantaggio selettivo rispetto agli altri. Ma si era ancora lontani dallo sviluppo di un filone teorico organico. Ora resta solo da vedere se i robot, oltre che con le bugie, si troveranno a fare i conti anche con le piccole sofferenze che esse comportano.

Katiuscia Provenzani