Libri per non vedenti, aumentano le cifre in Europa

A Bruxelles è stato finalmente raggiunto un importante accordo fra editori ed associazioni di non vedenti, ipovedenti e dislessici. La firma ha sancito che dovrà esserci una maggiore uniformità nella circolazione dei libri in forma accessibile all’interno dell’Unione Europea, stabilendo che essi dovranno essere raggiunti con più facilità dall’utenza interessata. Per rendere possibile tutto ciò, si è deciso così di dare vita ad un apposito sistema di distribuzione transnazionale, munito di diversi punti di smistamento per le opere che saranno costituiti da intermediari certificati, quali associazioni, biblioteche o scuole speciali. Non mancherà per questi enti la possibilità di collegarsi tramite una rete, un vero e proprio network specializzato in questo particolare settore. Tutti gli addetti aventi il certificato, infatti, potranno avvicinarsi tra loro ed anche ad altre organizzazioni che così avranno modo di ottenere anch’esse la certificazione richiesta.

Per fare in modo che la realizzazione di tale sistema venga in un certo senso facilitata, tutte le legislazioni degli stati membri dell’Unione Europea si applicheranno per mezzo di eccezioni sul diritto d’autore così da rendere più ampio l’utilizzo da parte dei disabili visivi di libri in Braille, a caratteri ingranditi,  in versione digitale o su supporti audio. L’accordo raggiunto a Bruxelles è pertanto mirato ad intensificare questa particolare ed importante distribuzione, aumentando così sensibilmente il numero dei libri in circolazione. Di certo con questa firma anche gli editori sono stati mossi a puntare maggiormente su investimenti di tal genere, al fine di rendere il meccanismo più fluido e compatto, raggiungendo il maggior numero possibile di lettori non vedenti. I firmatari dell’accordo si impegnano infine a monitorare l’attuazione di questo progetto, pronti a valutare tutte le conseguenze che ne verranno già a partire dal prossimo anno.

Nell’Unione Europea si contano oggigiorno 17,5 milioni di cittadini non vedenti ed ipovedenti; il 15% della popolazione europea, inoltre, soffre di sindromi dislessiche. Con queste cifre senza dubbio è da considerarsi ancora più emblematico il fatto che su tutte le pubblicazioni sia di narrativa che si saggistica, soltanto il 5% è indirizzato ad un pubblico di lettori con handicap visivi.

Andrea Camillo