Casey Affleck confessa che “I’m Still Here” il documentario su Joaquin Phoenix è un falso

 

 

 

Dopo i numerosi sospetti, le indiscrezioni ed infine le mezze ammissioni, forse si è arrivati ad un capolinea di tutta la faccenda.  A New York, Casey Affleck ha ammesso che molte delle critiche che  si erano rincorse negli ultimi mesi, in fondo erano giuste  e che il suo  documentario, che ha suscitato così tante critiche e dubbi, su  Joaquin Phoenix era tutto un falso, ben studiato ed architettato, ma rigorosamente finto .Come era stato annunciato dallo stesso Phoenix, nella sua intervista choc al David Letterman Show, il film “I’m Still Here”  seguiva tutte le fasi dell’attore dal suo ritiro dalla recitazioni  per dedicarsi e lanciarsi a capofitto e senza ombra di dubbio, in una nuova carriera artistica come cantante rapper.

La star  di film come “Il gladiatore”, “Quando l’amore brucia l’anima”, “I padroni della notte” solo per citarne alcuni, si era mostrato in maniera irricinoscibile con la voce impastata ed un  aspetto arruffato e scapigliato.Un vero cambiamento che all’apparenza sembrava non  lasciare alcun ripensameto.    

Ora, però, sul New York Times, Affleck, che di  Phoenix è il cognato, dal momento che ne ha sposato la sorella, nonchè regista del film.documantario, ha raccontato che l’intera struttura era concepita come un esercizio di recitazione e chiamandola come, la prova recitativa della sua carriera – “the performance of his career”. Affleck stesso ha ammesso che ha falsificato e volutamente camuffato alcuni filmati fatti in casa di  Phoenix da bambino. Casey ha  ribadito che  non si è mai voluto burlare di nessuno, nè tanto meno imbrogliare nessuno ma piuttosto si è voluto cimentare in maniera volutamente dilettantistica girando il film un pò da “finto dilettante” definendolo “gonzo filmmaking”. Ora però le critiche si dividono in due tronconi: da una parte c’è chi lo definisce un affascinate sguardo ad una celebrità, altri invece sostengono che è  troppo  teatrale.

 

Maria Luisa L.Fortuna