Università, i ricercatori in assemblea alla Sapienza: “Sia sospeso l’anno accademico”

Roma, 17 settembre. Si è tenuta oggi alla Sapienza un’assemblea organizzata dalla Rete 29 Aprile per discutere del ddl Gelmini e dei problemi che il progetto del Ministro dell’Istruzione potrà provocare nell’ambito della ricerca universitaria. All’incontro erano presenti centinaia di ricercatori provenienti da tutta Italia, che rappresentavano decine di atenei;  in più, non mancavano giovani universitari, che hanno vivacizzato il dibattito: dopo molto tempo, si è assistito finalmente ad un nuovo fermento culturale.

Il numero considerevole di ricercatori, studenti e gente interessata al dibattito, ha dimostrato che il problema sollevato con forti proteste dai ricercatori a fine aprile 2010 non è andato scemando con l’arrivo dell’estate, ma, al contrario, sta interessando una fetta sempre più ampia della popolazione universitaria.

Nell’aula “La Ginestra” di chimica della Sapienza, il motto che ha caratterizzato la manifestazione è stato: “L’Università fa la differenza”.

All’incontro erano presenti anche quei rettori che avevano cercato di disertare la manifestazione. Oggi c’erano proprio tutti i rappresentanti della vita universitaria, che, pacificamente, hanno preso la parola per esprimere il proprio punto di vista e, semmai, trovare una soluzione ai problemi che l’Università italiana dovrà affrontare. Alessandro Ferretti da Torino sottolinea che: “Gli unici che possono salvare l’università pubblica siamo noi. Il disegno di legge Gelmini si può battere: l’indisponibilità dei ricercatori a sostenere carichi didattici non obbligatori per legge è stato il primo passo, ora è tempo di innescare le proteste di tutti gli altri protagonisti dell’università”. Alessandro Pezzella della Federico II di Napoli dichiara: “Se la riforma passa non è un bene per il Paese, anche il Cun ha sottolineato gli aspetti negativi del ddl: è in atto un cortocircuito mediatico che lega surrettiziamente riforme e risorse, occorre respingere questa impostazione per poter tornare a parlare finalmente dei reali problemi della ricerca in Italia”.

Non sono poche le richieste dei ricercatori della Rete 29 Aprile. A elencarle tutte, in una relazione, è stato Guido Mula dell’Università di Cagliari. Innanzitutto, indipendenza fra didattica e ricerca per mezzo dell’istituzione di un ruolo unico della docenza; poi, contratto unico pre-ruolo contro il precariato diffuso; ancora: finanziamenti adeguati al settore della ricerca, rifiuto delle fondazioni private, assicurazione di un diritto allo studio reale a carico dello Stato, non degli atenei.

Infine, si è fatta anche una proposta relativa alla protesta nel caso in cui il ddl Gelmini dovesse continuare il suo iter per essere approvato. In sostanza, i ricercatori chiederebbero la sospensione dell’anno accademico in tutta Italia. La proposta sarà già avanzata verrà il prossimo lunedì 20 settembre alla Statale di Milano, davanti al Senato accademico.

Angela Liuzzi