Matteoli: Pd incapace di portare avanti linea politica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:14

La continua lite all’interno del Pd, il più grosso partito di opposizione al governo Berlusconi, lascia ampio spazio alle critiche in contropiede da parte della maggioranza. Il recente duello ai vertici democratici tra il segretario Bersani e l’eterno insoddisfatto Veltroni rischia di dare nuove possibilità alla ripartenza in termini elettorali del Pdl.

Alla tre giorni veneta del partito berlusconiano a Cortina d’Ampezzo prende la parola anche il Ministro Alteroli, secondo il quale la crisi del Partito democratico è “di fondo” e uno dei problemi del Pd è che “non sono soltanto loro a decidere, ma mi pare che decidano gli esterni, vedi Di Pietro, vedi Vendola, che scorrazzano tutti dentro il Pd, perchè il Pd non riesce a portare avanti una linea politica”.

“I partiti, diciamo la verità, sono tutti in sofferenza perché molto probabilmente non c’è stata una capacità di adeguare le strutture dei partiti ai grandi cambiamenti della società civile – ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture – Certo, nel Pd i problemi sono di altra natura: non è un problema di leadership, non è un problema che non si condivida più la nascita del Partito democratico, è proprio un problema di fondo, politico, fra riformisti e coloro che riformisti non vogliono essere, coloro che ritengono di essere portatori della verità perché hanno fondato il partito, come Veltroni, e Bersani che fa un percorso diverso, i cattolici che sono in sofferenza”.

Dopo la divagazione nel campo avverso, Matteoli parla poi del Pdl e, rispondendo a chi gli chiedeva a che interlocutori si rivolgesse il Popolo della libertà quando guarda a sinistra per allargare la propria maggioranza alle Camere, il ministro dichiara che più che ad altri partiti, guarda “ai parlamentari che attraverso dichiarazioni e comportamenti hanno dimostrato una sofferenza” nello stare all’opposizione. “Il Pdl per il rafforzamento della maggioranza non guarda ad un partito, ma ai colleghi e ai parlamentari che in queste settimane, attraverso dichiarazioni e comportamenti, hanno dimostrato una sofferenza nello stare con il centrosinistra”, ha spiegato. Secondo il ministro, poi “se c’è una condivisione del programma del Governo, dell’intervento che Berlusconi farà alla Camera e al Senato non vedo perché non dovremmo essere contenti che qualcuno, anche se eletto nel centrosinistra, voti per il Governo”. L’obiettivo del centrodestra, comunque, rimane “consolidare un voto favorevole da parte di coloro che gli elettori hanno scelto come deputati e senatori” all’interno della coalizione.

Raffaele Emiliano