Merkel e Sarkozy sui rom: equivoci della strana coppia

Berlino, giornate di fuoco per la politica interna ed estera. Chi spiega ora all’opinione pubblica tedesca che i rom da quelle parti per ora restano tranquilli dove sono, in una politica abbastanza liberale da parte del cancelliere Angela Merkel, e contemporaneamente dice a Sarkozy qualcosa che vada bene per la circostanza?

Schieramento conservatore in Francia, schieramento conservatore in Germania. Ma opposte soluzioni ad un annoso e pressante problema. Sarkozy credeva forse di trovare appoggio ideologoco, morale, pubblicitario in una scelta comune che per analogia avrebbe sdoganato più facilmente le sue decisioni presso l’opinione sia pubblica che del mondo politico del resto d’Europa.

Invece, nemmeno quest’ultimo appiglio. Sarkò è già dato per spacciato dalla più ampia fetta della stampa internazionale. La polemica europea non si placa, il problema è in atto, una soluzione, se prima era pressante trovarla per annosi problemi sociali, ora lo è per problemi politici dell’istante presente.

L’Unione Europea è costantemente all’opera sull’argomento, e di amici Sarkozy ne sta trovando ben pochi a sostenere la sua causa. Se non altro per questioni di popolarità, problema abbastanza comune per i leader europei del momento, attorno al povero Sarkò si è fatta terra bruciata abbandonandolo al proprio destino.

Il cancelliere Merkel? Si affretta a precisare che un provvedimento come quello di Sarkozy, a casa sua mai sarebbe saltato in mente ad alcuno. Smantellare i campi nomadi, anche solo quelli illegali. Ma che idea balzana. Mai sentito.

Al Consiglio della Commissione europea di ieri, Sarkozy ha preso la parola affermando di avere il sostegno di Angela Merkel nella polemica con l’intera Europa, mentre la Commissione lo aveva accusato di violazione delle normative europee dopo la sua decisione di rimpatriare i Rom clandestini verso la Romania e la Bulgaria. Parole dure si sono peraltro sentite in questi giorni sull’argomento, perfino da parte della lussemburghese commissaria Ue alla Giustizia, Viviane Reding, che non ha mancato di prendere posizione paragonando  addirittura l’accaduto con la passata persecuzione dei Rom da parte degli ariani nazisti.

Ma Sarkò aveva l’asso nella manica. E non risparmia dichiarazioni precise e circostanziate: “La signora Merkel mi ha indicato che desidera procedere con l’evacuazione dei campi nelle prossime settimane”. E se lo fa lei in Germania, perché non io in Francia? Ma mamma, prenditela anche con lui! sembra sentir dire in tali quasi grottesche e certamente un po’ buffe circostanze. Peccato che a seguito di tutto ciò, senza considerare il fatto che per analogia si giustificano fatti considerati legittimi e non trasgressioni alle norme, arrivi la secca smentita della Merkel: mai detto, pensato o avuto in animo di fare cose simili.

In sede Ue, naturalmente, i rappresentanti diplomatici tedeschi sono al lavoro anche più di quelli francesi. Continuano a smentire con ogni mezzo il fatto che il cancelliere abbia detto cose del genere, ed al tempo stesso cercano di non rovinare in alcun modo le relazioni con Parigi. Ce la faranno? Parlano di equivoco, in queste ore, a quanto risulta dalle loro ben bilanciate parole. E’ tutto un grande, grandissimo, malaugurato equivoco. Non altro si riesce a dire, di particolarmente comprensibile.

Sandra Korshenrich