Sarah Scazzi: la badante rumena vuole andarsene

Un altro dolore si aggiunge per la famiglia Scazzi. Dopo la scomparsa della 15enne Sarah, di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio del 26 agosto, arriva la morte del nonno della ragazzina.

Maria Pantir, la badante rumena che si occupava dell’anziano e che negli ultimi giorni è finita sotto i riflettori degli investigatori, ha perso il lavoro. La donna, che al momento non risulta essere indagata per la scomparsa di Sarah, starebbe ora meditando di tornarsene in Romania, suo Paese di origine.

Maria, che coi guadagni percepiti dall’assistenza all’anziano deceduto, riusciva a mantenere la propria famiglia lontana, continua ad allontanare da sé i sospetti che le sono piovuti addosso negli ultimi giorni.

«Io non c’entro niente con questa storia – continua a riferire ai cronisti -Potete controllare anche i miei telefonini. Potete chiedere alla polizia del mio paese, in Romania e vi diranno che persone siamo, sia io che mio fratello. Vi diranno che siamo qui per lavorare e non per rapire i bambini».

Il riferimento al fratello non giunge a caso, in quanto l’uomo avrebbe conosciuto nel mese di agosto la famiglia Scazzi per effettuare qualche lavoro domestico, ma se ne sarebbe immediatamente dopo ritornato in Romania.

La badante lo difende a spada tratta e così si rivolge ai giornalisti: «Mio fratello non c’entra assolutamente. Non lo dovete coinvolgere. È andato via il 14 agosto». Insiste la donna rumena: «Mio fratello non era qui il 26 agosto. Noi siamo venuti qui per lavoro, non siamo venuti qui per rapire la gente».

Intanto ieri don Dario De Stefano, parroco della chiesa della Croce di Avetrana, ha chiuso il funerale di Cosimo Serrano, il nonno di Sarah, con queste parole: «Faccio un appello ai rapitori di Sarah: liberatela. Sarete giudicati da Dio per quello che avete fatto». La morte dell’anziano, 89 anni e malato da tempo, rappresenta l’ennesimo dolore per Concetta Serrano Spagnolo, la madre della ragazza sparita nel nulla in questo giallo di fine estate.

La donna, testimone di Geova, non era presente in chiesa al funerale del padre, ma è stata proprio lei a consegnare a don Dario il sentito appello.

Intanto ad Avetrana, per fare il punto sulle indagini e valutare le ultime indiscrezioni, è giunto anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Giovanni Di Blasio.

Per il momento il mistero appare ancora di difficile soluzione e l’Italia intera tiene il fiato sospeso sulla sorte della giovane Sarah.

Raffaele Emiliano