Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca

Caccia: riapre la stagione e gli animalisti manifestano

CONDIVIDI

Per chiedere l’abolizione della pratica venatoria. Questo il motivo delle manifestazioni di oggi a Venezia, città scelta dalla Lav, presumibilmente in quanto capoluogo di una regione ad alto tasso di cacciatori attivi. Ogni anno si ripresenta la stessa questione:da domani 19 settembre, gruppi di uomini armati di fucili si presentano all’appuntamento con la morte, potenziale, di centinaia di animali.  Chi questi animali li ama non può invece tollerare tale pratica, che ormai, a onor del vero, ha perso il suo motivo originale nell’esistere, l’unico forse in grado di giustificarla, quello cioè della sopravvivenza.

Dello stesso avviso sembrano essere anche il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla e il Prof. Umberto Veronesi , divisi in politica, uniti nella difesa degli esseri senzienti non umani. Attraverso la loro associazione ” La coscienza degli animali” in occasione dell’apertura della stagione venatoria hanno infatti diffuso diversi messaggi contrari alla pratica della caccia.

La coscienza animalista è un principio universale che unisce la stragrande maggioranza degli italiani, di qualunque età, ceto sociale, credo politico e religioso. Ed è una grande ricchezza di cui essere orgogliosi, all’interno di questo patrimonio si pone in primo piano il rifiuto deciso alla barbara pratica della caccia da parte di una schiacciante maggioranza dell’opinione pubblica che non deve più essere ignorata. Chi pratica la caccia non fa solo del male agli animali del pianeta ma provoca anche grave danno all’ambiente che è di tutti”

In effetti il numero di chi ogni anno decide di battere in lungo e in largo e prati e boschi in cerca di soddisfazione sembra, pur lentamente, diminuire. Così non la pensano però i cacciatori che non vedono, a quanto è possibile leggere su alcuni siti specializzati, decrescere il loro numero.In ogni caso restano, in Italia e non solo, una forte minoranza, che si appella soprattutto ai valori della passione e della tradizione nel difendere l’esistenza e la giustezza della loro attività. Tali valori però non possono, secondo una larga parte dell’opinione pubblica, mai giustificare l’uccisione di centinaia di animali delle più diverse specie.

Ancora la Brambilla e Veronesi, citando Tolstoj spiegano che “Da qualunque lato la guardiamo, la caccia è un atto stupido, crudele e nocivo al sentimento morale – è nostro compito difendere e conservare la biodiversità che il mondo ci ha regalato in milioni di anni e non è possibile accettare che per divertimento si continuino a massacrare animali ignari e indifesi”

A.S.