I ratti invadono Milano, allarme in città

Milano invasa da milioni ratti (13 milioni quelli stimati), come Parigi e New York. “I topi – spiega l’Asl cittadina in una nota – sono cosmopoliti”, scelgono le metropoli finanziarie e della moda. La situazione è diventata davvero allarmante e ora l’Asl ha sfoderato tutte le armi necessarie per bloccare la loro invasione, non molto gradita dai cittadini lombardi. 

Per tenere sotto controllo la loro avanzata nelle fogne, nelle strade della metropoli, sulle sponde dei fiumi, l’Asl di Milano sta sfoderando tutte le armi possibili. Innanzitutto si effettuerà un censimento e una mappatura delle colonie murine (di topi) in città e una mini-guida  e un decalogo scaricabile sul sito internet dell’azienda sanitaria (www.asl.milano.it) per i cittadini, “perchè tutti possono contribuire”, spiegano dall’azienda sanitaria locale. 

 Altre ordinanze di derattizzazione riguarderanno stabili privati e abitazioni Aler, affinché si applichi un costante monitoraggio; in caso di necessità, si procederà anche alla derattizzazione di manufatti fognari, vie pubbliche, aree degradate, e via dicendo. A questo si aggiungerà la revisione del piano raccolta dei rifiuti  e la proposta alle ditte che effettuano le bonifiche di provvedere alla raccolta delle carcasse di ratto. E ancora,  in caso di lavori di scavo, verrà inserito nella valutazione dei rischi anche quello connesso alla presenza di ratti. 

 Tra i principali consigli per tenere lontano questi “nemici”: imparare a ispezionare da cima a fondo le proprie abitazioni ed eliminare ogni minimo buco o spiraglio che possa fare da ingresso per i roditori in casa. Inoltre è importante eliminare ogni fonte di cibo e acqua. Avanzi di cibo, vegetazione incolta, acqua nei sottovasi sono infatti  elementi che attirano l’attenzione dei topi.

L’Asl effettua oltre 200 blitz all’anno nei giardini infestati: e ogni anno ritorna. Le imprese di derattizzazione iscritte alla Camera di Commercio sono circa 600, e solo un centinaio sono “altamente specializzate”.”Soltanto con un progetto generale che coinvolga diversi soggetti istituzionali e non solo – spiega Susanna Cantoni, direttore del Dipartimento di Prevenzione medico dell’Asl di Milano – si può pensare di contenere e gestire una problematica comune a tante città nel mondo”. 

Adriana Ruggeri