Letta (Pd): Walter, fà un passo indietro

Chiedo ai 75 parlamentari, che rappresentano un quarto dei nostri gruppi, di compiere nella riunione di giovedì un passo indietro, e uno avanti.  Rinunciate a questo scontro che è di nomenklatura, e che il nostro popolo non capisce”. A parlare è un Enrico Letta preoccupato che – dalle colonne de “La Repubblica” – lancia un appello ai democratici che vorrebbero dare il via al “movimento” animato da Walter Veltroni.

“Noi della maggioranza – continua il vicesegretario del partito – siamo prontissimi alla discussione. Siamo i primi a sapere che non tutto è perfetto nel Pd. Dividiamoci anche, se è il caso, ma sulle riforme, sul fisco, sulla scuola. Su questioni concrete – insiste Letta – come quelle che saranno al centro della nostra assemblea a Varese, l’8- 9 ottobre”.

Per Letta jr l’errore di perdersi in divisioni interne potrebbe risultare irrecuperabile: “In questo momento, con la crisi del berlusconismo ad un passo dal compimento – spiega – è una pazzia dividersi. Sono di ritorno da assemblee del Pd, prima Padova e poi Palermo. Da un capo all’altro del Paese – racconta il vicesegretario del Pd – la reazione è la stessa: con le lacrime agli occhi ci implorano di non dividerci“.

“Le nuove polemiche interne hanno innescato un parallelo sconfortante e traumatico – insiste Enrico Letta – Bersani e Veltroni stanno litigando esattamente come Berlusconi e Fini, tra il Pd e il Pdl non c’è differenza. E’ un effetto devastante”.

Pur confidando nella “buona fede” dell’ex segretario, Letta non può nascondere la sua preoccupazione, alimentata dai riscontri seguiti all’ufficializzazione del testo vergato da Veltroni, Fioroni e Gentiloni. “Non a caso – fotografa – le reazioni più entusiaste al documento di Veltroni le vedo arrivare dallo schieramento berlusconiano, e dall’altra parte dall’ala dipietrista, che punta a lucrare sulle divisioni del Pd”.

“Oggettivamente lo strappo ha innescato dinamiche così – osserva amaramente Letta jr – Questo perciò chiedo, quando lancio il mio appello ai 75 al passo indietro: cercate ora di far calare il sipario sulle misere strumentalizzazioni che trascinano nella bufera – conclude – il nostro partito”. Prima che sia troppo tardi.

Maria Saporito