Arriva la storia, prestate orecchio!

Di opere e costruzioni che ci raccontano gli anni più gloriosi della civiltà ce ne sono molte. Ma la storia non si apprende solo con la vista. A volte si può imparare anche con l’udito, attraverso i suoni che l’hanno accompagnata. Facile a dirsi, molto più difficile a farsi. Ci ha provato una piccola società di Livorno, la A&G Soluzioni digitali, formata da ingegneri, informatici e musicisti diplomati al conservatorio.

Questo team di lavoro ha messo a punto per la prima volta al mondo sofisticati algoritmi e un sistema con 56 casse acustiche. In pratica il visitatore deve entrare in unsound-landscape“, paesaggio sonoro, per avere la sensazione di essere spedito indietro nel tempo e di rivivere in modo globale l’intera percezione sensoriale del tempo. Il sistema sarà presentato per la prima volta al Lubec, la rassegna internazionale delle tecnologie dedicate ai beni ambientali, per poi entrare far parte stabilmente del museo archeologico di Palazzo Bombardieri a Rosignano, in provincia di Livorno. Inoltre X-Spat Box 2 è stato anche adottato dalla televisione di Stato coreana per una serie di trasmissioni sperimentali.

Al momento le uniche scene che è stato possibile ricreare efficacemente sono di carattere quotidiano. «Si tratta di pranzi conviviali, battaglie con i rumori di spade e lance, una nave in mare durante la tempesta, ma stiamo studiando altre possibilità» spiega Luigi Agostani, uno dei responsabili della sperimentazione. E’ ovvio che l’operazione di recupero dei suoni perduti si sia rivelata molto impegnativa. Musicisti e storici hanno ripercorso la civiltà etrusca, cercando di ricostruire i suoni e gli oggetti che l’hanno caratterizzata. Si è anche tentata una ridefinizione della musica etrusca che purtroppo è andata perduta.

Non meno arduo il versante tecnologico. «Il sistema, unico al mondo, è capace di gestire sino a 64 casse ed è in grado di spazializzare fino a 56 sorgenti audio diverse», sottolinea Simone Cercignani, ingegnere del gruppo. «In questo modo i suoni arrivano da ogni direzione, facendo provare al visitatore la sensazione di essere immerso in un luogo reale, lontano nello spazio e nel tempo». Un luogo dove basta solo chiudere gli occhi per sentire la storia parlare con la propria voce.

Katiuscia Provenzani