Guerra tra clan, arresti a Napoli

Sono ventitre i presunti membri di organizzazioni criminali di tipo camorristico arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna (NA). La custodia cautelare in carcere per i 23, sospettati di essere esponenti di tre pericolosi clan del napoletano (i Crimaldi, i De Sena e i De Falco-Di Fiore), è scattata su ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli.

Sugli arrestati pesa l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata a traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, lesioni volontarie, omicidi, estorsioni e ad altri tipi di reati. Ad alcuni dei presunti colpevoli il provvedimento è stato notificato in carcere. Tra di essi figurano i capoclan Cuono Crimaldi e Mario Di Fiore, entrambi già detenuti ma, secondo gli investigatori, ancora particolarmente attivi nel manovrare le proprie organizzazioni. Il numero totale degli indagati è di 57.

L’operazione ‘Risiko’ è partita nel 2006 in concomitanza con la morte di Ciro De Falco (il cui soprannome è o’ ciomm), che era a capo dell’omonimo clan. Le indagini sono andate avanti per un paio d’anni e sono state molto complesse perché, come sottolinea il gip, gli inquirenti hanno trovato “difficoltà nell’individuare schieramenti criminali compatti, distinguere tra amici e nemici, identificare alleanze e contrapposizioni, ove gli assetti erano determinati da necessità strettamente contingenti ed i rapporti nascevano e si esaurivano con straordinaria rapidità”.

Gli investigatori, con l’aiuto delle testimonianze di alcuni collaboratori, sono riusciti anche ad individuare i presunti colpevoli dell’assassinio di Raffaele Caterino D’Urso, avvenuto nella primavera del 2004 per mano, così sembra, di Dario Tedesco e Vincenzo Esposito, due membri del clan De Sena già arrestati nel 2008.

Tra i vari episodi di estorsione che sono emersi durante le indagini, uno vede come vittima l’amministratore delegato di una apprezzata clinica della provincia di Napoli, il quale aveva trovato una bomba a mano nascosta sotto la propria auto.

Gianluca Bartalucci