Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Il Sole delle Alpi su Lancini, tempesta in arrivo per la Gelmini

Il Sole delle Alpi su Lancini, tempesta in arrivo per la Gelmini

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non ha pace. Il Sindaco di Adro, leghista fino al midollo, Oscar Lancini, le ha creato un problema che sta assumendo dimensioni istituzionali. Il primo cittadino forse nemmeno ha capito il motivo di tanto clamore. Per lui il Sole della Alpi è “semplicemente” parte integrante della storia del suo paese e quindi lo mette dove vuole, tutte le volte che vuole.

Quell’emblema è però stato assunto, in tempi più recenti, dalla Lega Nord come identificativo politico ed entrando nella Scuola Gianfranco Miglio (storico  ideologo leghista e “inventore” della Padania) ci si trova davanti ad uno zerbino “marchiato” Lega, per mezzo di un Sole delle Alpi, per così dire, “rinverdito”.

La reazione istituzionale della Gelmini non si è fatta attendere: ha prima operato attraverso dichiarazioni pubbliche sul tema e poi spedito una lettera al Sindaco di Adro per invitarlo a togliere i simboli leghisti dalla scuola. Il contenuto esatto della lettera? Tutt’ora non si sa:  a detta dello stesso Lancini, la missiva non sarebbe mai arrivata: che sia colpa di un ritardo delle poste? Improbabile data la provenienza del documento, ma tant’è : “Niente all’orizzonte” ha detto il primo cittadino del paese di Franciacorta “E qui – ha aggiunto – oggi il cielo e’ sereno, non ci sono nuvole   e non si intravede neanche l’ombra della lettera del ministro Gelmini”.

Ma se su Oscar Lancini splende il sole, con il Ministro il tempo non sembra essere altrettanto clemente. Una pioggia di polemiche e di contestazioni cade da qualche giorno sulla Gelmini e sono le varie nuvole nere dell’opposizione a tuonare continuamente contro di lei.

L’Idv  ipotizza addirittura una mozione di sfiducia: “Era dai tempi del fascismo che i simboli di un partito non entravano dalla porta principale di una scuola pubblica – scrive il presidente dei senatori Belisario sul suo blog – si tratta di un atto eversivo e pericolosissimo“.

E a peggiorare la situazione – continua –  ci si e’ messa la dichiarazione del sindaco che rimuoverà i simboli leghisti solo se glielo ordinera’ il suo capo di partito, dimenticando che il primo cittadino di un Comune, ricopre una carica istituzionale e non prende ordini dal proprio segretario politico, ma amministra sulla base della Costituzione e delle leggi della Repubblica”.

In effetti Oscar Lancini ha dichiarato pubblicamente che toglierà i simboli solo se a chiederglielo sara Bossi in persona, ed in quel caso lo farà immediatamente. Come dire che, in un’ipotetica classe,  tra la “maestra” e il “capobanda” lui, Lancini,  ascolta il capobanda. Non c’è niente di cui stupirsi; la Lega ha infatti sempre rivendicato, fin dalla sua nascita, una forte autonomia gestionale anche per quanto riguarda eventuali problemi interni, pur con riflessi istituzionali. Lo stesso Bossi era intervenuto sulla questione, mostrandosi  un po’ dubbioso rispetto al fatto che quei simboli fossero effettivamente troppi.

La Gelmini sta distruggendo la scuola pubblica – conclude l’esponente dell’Italia dei Valori – ha messo in mezzo a una strada decine di migliaia di insegnanti precari, ha tagliato i fondi a scuola e università. Ora anche i simboli della Lega sui zerbini e in classe. E’ davvero troppo. Non ci costringa a presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti“.

Quella di Belisario non è l’unica reazione proveniente dall’Idv. Sullo stesso tono, ad esempio, anche alcune dichiarazioni di Donadi. Ma il partito di Di Pietro non è l’unico ad aver lanciato strali sulla vicenda. Matteo Renzi, Primo cittadino di Firenze e neo-sindaco più amato dagli italiani, ha spiegato che “neanche in Corea del Nord mettono i simboli di partito nei luoghi deputati all’educazione”.”La Lega – afferma ancora ironicamente  il primo cittadino del capoluogo toscano – ha un rapporto particolare con la scuola. La ama talmente tanto che quello statista in erba chiamato Renzo Bossi, il Trota per gli amici (segno particolare: figlio del capo), per lasciare la scuola ci ha messo molti anni in più dei suoi coetanei. E’ che sono affezionati all’istruzione, si capisce”.

In tutto questo il ministro dell’Istruzione, già nella bufera per la recente riforma della scuola, si trova tra i due fuochi di un sindaco che pare voler interloquire eslcusivamente con gli esponenti del suo partito e un’opposizione che le attribuisce una responsabilità forse addirittura maggiore di quella che effettivamente ha.

Angelo Sanna

Comments are closed.