Santoro e Annozero elogiati dai finiani, bastonate per Minzolini e Paragone

Michele Santoro torna con Annozero giovedì

Michele Santoro e Annozero torneranno fra tre giorni, il prossimo giovedì. Anche questa volta per il giornalista è stata una battaglia lunga e difficile coi dirigenti Rai per potere andare in onda. Ma alla fine ha vinto lui e avrà il consueto e atteso spazio.

L’associazione Farefuturo, vicina ai finiani di Futuro e Libertà, abbastanza a sorpresa, difende in un articolo firmato da Domenico Naso il conduttore di Annozero, considerato molto migliore dei vari Minzolini, Paragone e Feltri.

“Picchia, quando c’è da picchiare, ma senza guardare in faccia nessuno – leggiamo nel pezzo di Domenico Naso. – E’ di sinistra ma non è proprietà della sinistra. Gli altri sono di centrodestra e obbediscono al centrodestra. Santoro è un battitore libero, non un sicario prezzolato. E in questa stagione rabbiosa della nostra vita politica, non è una differenza da poco. Volenti o nolenti, quindi, noi dobbiamo tifare Santoro. Ci costringono proprio loro, i Minzolini e i Paragone. E noi ci adeguiamo”.

“Minzolini o Paragone, giusto per fare due esempi, si comportano in maniera molto diversa da Santoro – si legge ancora nell’editoriale. – Hanno le loro idee politiche, ed è normale che sia così, ma aggiungono il carico del legame organico con il padrone unico. Il loro modo di fare giornalismo spesso sfocia nella propaganda, nella velina di regime, in un prodotto giornalistico confezionato ad arte per far felice il referente politico di turno (che spesso è sempre il solito)”.

Nell’editorial si fa riferimento, in particolare, all’ultima puntata del programma di Paragone: “Il plotone di esecuzione contro Gianfranco Fini era stato organizzato alla perfezione. C’era Feltri. C’era Sgarbi. C’erano servizi filmati impacchettati con dovizia. C’erano anche discutibili sondaggi bulgari. Per il presidente della Camera, insomma, non c’era via di scampo. Paragone & co., però, volevano proprio esagerare: volevano parlare (malissimo) di Fini senza contraddittorio, senza una voce diversa da quella imposta dal referente politico. Il finiano? Anche no, potrebbe danneggiare il delitto perfetto”.

G. M.