Shopping futuristico

Avete mai visto “Minority report” di Steven Spielberg? Se non l’avete ancora fatto, fatelo.

Il film è ambientato nel 2054 e propone una visione dello shopping davvero straordinaria; il cliente viene inserito nel database dei grandi marchi attraverso la scansione della sua retina in modo tale da essere riconosciuto ogni volta che entra all’interno del negozio.

Si crea così il profilo del consumatore che, oltre a delinearne i tratti prettamente fisici, è in grado di conoscere le preferenze, prevedere le mosse d’acquisto e addirittura l’umore del cliente non appena si aprono le porte della boutique.

Tutto questo non è solo fantascienza cinematografica, non più.

Il “fashion store” di IBM da oggi è in grado di soddisfare le richieste dei suoi clienti ancora prima che esse vengano pronunciate.

Una fitta rete di telecamere installare nel negozio seguono il consumatore registrandone i dati fisici, cosa attrae maggiormente la sua attenzione, quanto tempo si sofferma ad osservare una vetrina e altre informazioni estremamente utili per la politica di marketing del punto vendita e non solo.

Il cliente, dal canto suo, riceve consigli mirati, studiati sulla sua persona e calibrati anche su acquisti effettuati in precedenza.

A questo proposito sono stati creati degli specchi che, in tempo reale, sovrappongono all’immagine riflessa del consumatore tutti i possibili accessori abbinati ai capi che già indossa, in tre dimensioni ovviamente.

Questa grande rivoluzione è possibile grazie ad un sistema di realtà aumentata prima utilizzato solo in laboratori di ricerca o in ambienti specializzati e che oggi si è pensato di mettere al servizio dello shopping.

L’unico considerevole ostacolo è la tutela della privacy, oggi tema di accesi dibattiti ma la tecnologia è pronta.

Valentina Bauccio