Bimbi ed allergie alimentari: la chiave è la desensibilizzazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:10

Allergie. Sempre e solo allergie. Sono loro a rovinarci alcuni momenti della nostra esistenza. Sempre per colpa loro non potremo mangiare qualche cibo che, magari, vorremmo assaggiare, dovremo stare attenti ai periodi in cui si scatenano i pollini e dovremo anche prestare attenzione ad acari, polvere, tessuti e chi più ne ha più ne metta.

Alcune allergie  iniziano a darci fastidio fin da quando siamo piccoli. Nei paesi industrializzati almeno dal sei all’otto per cento di bambini in età compresa fra i 12 e i 14 anni soffre e ha sofferto di allergie alimentari nei primi tre anni di vita. In generale tali allergie, per fortuna, tendono a decrescere con la crescita. Un esempio fra tutti potrebbe riguardare il latte. E’ stato analizzato il fatto che dei bambini allergici almeno l’ottanta per cento di loro riesca a tollerare l’alimento entro il quinto anno di vita.

Come combattere le allergie che non svaniscono con la crescita? Come aiutare i bambini a vivere in maniera tranquilla e normale senza sentire il peso di alcuni limiti? Nonostante tutte le ricerche e i più diversi tentativi strategie o cure utili e definitive non sono ancora alla portata di mano di tutti. Gli scienziati e gli studiosi continuano il loro lavoro con estrema attenzione e perizia, ma fino adesso i problemi persistono. Nuovi approcci terapeutici e nuove cure farmacologiche sono comunque in fase di sperimentazione e quindi non bisogna di certo disperare.

Una delle procedure, che fino ad ora pare più accreditata fra quelle in sperimentazione, è quella della desensibilizzazione orale. Essa consiste nella lenta e graduale somministrazione di quantità progressivamente crescenti dell’alimento nei bambini. In questo modo l’organismo dovrebbe abituarsi pian piano, grazie a piccole dosi giornaliere, all’alimento urticante ovvero all’alimento che scatena reazioni allergiche. Un po’ come quando ci si abituava alla cicuta in modo che essa non potesse essere la causa del decesso. Piccole dosi giornaliere per permettere all’organismo di abituarsi alla sostanza altrimenti nociva. In tutto ciò va però sottolineato più volte che la pratica della desendibilizzazione viene iniziata in ambiente ospedaliero, in regime di ricovero o in Day Hospital proprio perché le reazioni allergiche non vanno sottovalutate e se, nonostante la piccola quantità ingerita, dovesse succedere qualcosa, solo in un luogo del genere ci sarebbero pronte con effetto immediato le dovute cure in modo da bloccare la possibile violenta reazione.

Il tema delle allergie legate ai più piccoli sarà ampiamente trattato durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria che si svolgerà dal 20 al 23 ottobre a Roma.

Alessandra Solmi