Cosentino: non presterò il fianco ai finiani farisei

Nicola Cosentino non vuole che la sua vicenda giudiziaria alimenti facili strumentalizzazioni e, nel giorno in cui l’Aula deciderà se autorizzare i magistrati a utilizzare le intercettazioni telefoniche che lo riguardano, punta l’indice contro i finiani: “Voglio togliere argomenti a quell’offensiva tutta strumentale, travestita di etica – ha dichiarato a “La Repubblica” – Anche perché vedo, nella formazione finiana, troppi farisei. Del tutto indulgenti verso se stessi e implacabili con gli altri”.

L’ex sottosegretario nell’occhio del ciclone non le manda a dire e sulle chiacchieratissime intercettazioni ostenta grande serenità: “Le utilizzino pure – ha detto – Non ho niente da temere e questo è già stato sottolineato, nell’udienza camerale dinanzi al gip, dai miei avvocati. Quelle intercettazioni, è scritto, potrebbero anzi essere valutate a mio favore – ha continuato il coordinatore del Pdl in Campania – e quindi non vorrei dare un ulteriore strumento di dilazione nel trattare il mio caso”.

Cosentino è certo di essere “vittima” di un accanimento giudiziario: “A Napoli la Procura antimafia indaga da 15 o 20 anni su di me – ha sbottato – E’ assurdo”. E se volge lo sguardo al passato, non trova nulla di cui debba vergognarsi: “Ho avuto rapporti sani con centinaia di sindaci, persone delle istituzioni, dell’impresa e del clero – ha scandito – Michele Orsi (imprenditore coinvolto nei traffici illegali dei rifiuti, poi ucciso dal clan dei Casalesi, ndr) era, per me, un imprenditore e basta. Uno con tutte le carte in regola che si occupava di un settore caldo. E non parlava mica solo con me – ha precisato l’ex sottosegretario all’Economia – ma con esponenti di sinistra e destra”.

Tanto quanto basta a giustificare ogni eventuale contatto con ambienti compromettenti, barricandosi dietro una spicciola teoria riconducibile al “così fan tutti”. “Michele Orsi – ha insistito Cosentino – parlava anche con Bassolino per il tramite dei suoi subcommissari. Poi anche io avevo la mia incidenza politica – ha ammesso – ma non per fare affarucci, non per cose illecite”.

Maria Saporito