Guido Zingari e “Oscenità Interiori”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:39
Guido Zingari

Madre Natura non guarda in faccia a nessuno quando si imbizzarrisce, e tentare di domarla è spesso un’impresa che termina con la raccomandazione del proprio spirito piuttosto che con una vittoria dell’inerme essere umano sulla sua cieca potenza. Poco più di un anno fa l’Abruzzo è stato prostrato da un terremoto che, ancora adesso, non smette di ripercuotersi sulla vita di chiunque abbia avuto il privilegio di sopravvivere alla sua veemenza. Fra le vittime della strage bisogna annoverare anche la figura di un uomo che è stato costretto a lasciare in sospeso la propria attività di ricercatore e di pensatore. Guido Zingari ha insegnato Filosofia del Linguaggio e Istituzioni di Filosofia presso l’Università Tor Vergata di Roma. Il lavoro di ricerca del Prof. Zingari verteva per lo più su temi teoretici e storici e problematiche riguardanti la logica, il linguaggio e l’interpretazione, rivolta per lo più alla filosofia tedesca da Leibniz a Heidegger. Il suo contributo per ciò che concerne Leibniz e l’interpretazione della sua filosofia è molto apprezzato soprattutto all’estero.

Durante gli undici anni di carriera che l’hanno visto presiedere alla cattedra di Filosofia del Linguaggio, il suo interesse speculativo non si è fermato ai pensatori che la tradizione inserisce all’interno di questa branca della filosofia, ma è approdato ad autori come Giordano Bruno e Pier Paolo Paolini che hanno contribuito a rendere sempre stimolanti e mai banali le sue riflessioni. Negli ultimi anni della propria vita il suo interesse si è concentrato per lo più sulla filosofia francese contemporanea e su tematiche che Guido Zingari ha saputo inserire all’interno di un discorso circa le “istituzioni della filosofia”, quali quello di dono, di rifiuto e di istituzione.

È da poco stato ristampato, dalla casa editrice Le Nubi, un saggio di Guido Zingari dal titolo “Oscenità Interiori”, di peculiare interesse non solo speculativo bensì anche umano e morale. Il saggio va a scavare all’interno di quello che è il lato più infimo, privato e terribile dell’essere umano. Il concetto di “oscenità” è da sempre collegato alla pornografia, alla nudità dei corpi. Guido Zingari definisce questo primo tipo di oscenità “oscenità esteriore”, che va distinta da un secondo tipo di oscenità che è più difficile condannare e combattere proprio perché non si presenta mai per ciò che è esplicitamente. L’oscenità interiore è definita all’interno del saggio “quel sentimento occulto e sconcio, vissuto nella clandestinità delle coscienze, che è molto simile alla malafede e all’esistenza equivoca”. Zingari analizza il concetto di “oscenità interiore”collegandolo all’ambito della politica, della morale e dell’estetica. L’attualità dell’opera risiede proprio nell’identificazione dell’oscenità interiore con l’osceno politico, con colui che si crogiola nella malafede, nella menzogna e che usa la retorica come arma per mascherare la propria ambiguità e la propria equivocità. L’osceno interiore usa il linguaggio come mezzo per camuffare la verità: le parole finiscono per avere più valore ontologico dei fatti in sé se riescono a smentirli. Nonostante il saggio sia scorrevole e scritto in maniera inecceppibile, affrontare una questione del genere è estremamente difficile, poiché basta un niente per smettere di seguire il ragionamento ardito di Guido Zingari e ritrovarsi a pensare di leggere un libro che parla di qualcosa che non esiste, e che se pure esistesse non sarebbe, poi, il nemico principale contro cui dovremmo scagliarci. Il pericolo più grave è, forse, proprio questo: non arrivare a riconoscere il problema come tale e condannarci con le nostre mani ad essere vittime dell’equivocità di ciò che ci circonda. L’intenzione dell’autore è quella di incentivare gli individui a prendere una posizione concreta. Additare solo ciò che manifesta la propria immoralità esplicitamente è troppo semplice: bisognerebbe individuare le menzogne rivestite di perbenismo e concentrarsi sulla loro oscenità subdola, che è ben più grave di quella erotico-pornografica che non ha affatto bisogno di essere smascherata.

Oscenità interiori. Verità ambigue e retoriche perverse
Guido Zingari
Le Nubi edizioni
Collana: Edipo
78 pagine
10 euro

Martina Cesaretti