Inditex: utile in aumento nel primo semestre

La spagnola Inditex ha comunicato che nel primo semestre l’utile è aumentato a 628,3 milioni di euro dai 374,8 milioni dell’analogo periodo del 2009. Il gruppo, che controlla marchi come Zara e Bershka, ha registrato vendite in crescita del 14% a 5,53 miliardi di euro a fronte di costi operativi saliti del 12% su nase annua a 2,12 miliardi di euro. Le vendite like-for-like, cioè quelle effettuate dagli store aperti da oltre un anno, sono aumentate del 5%. Il gruppo aprirà 5 nuovi punti vendita nel secondo semestre dopo averne aperti 173 nella prima metà dell’anno.
Il margine lordo si è attestato al 59,4% delle vendite, a fronte del 55,3% dell’anno scorso, grazie alla debolezza dell’euro che ha ridotto i costi di approvvigionamento. Il titolo Inditex però non reagisce bene alla Borsa di Madrid ai conti e scivola del 2,44% a quota 56,70 euro, dopo che peraltro, fanno notare i trader, aveva corso parecchio in vista dei conti. A piazza Affari salgono invece le rivali Benetton (+0,09% a 5,41 euro) e Coin (+3,48% a 6,98 euro).

Oer Fred Bjelland di Morgan Stanley i conti semestrali oltre le attese potrebbero portare a una revisione al rialzo delle stime del gruppo per fine anno del 5% anche se lo stesso esperto fa notare come le indicazioni meno brillanti siano venute dalla indicazioni sul trading.

“Il trading attuale indica un rallentamento a una crescita del 10% delle vendite in valute locali a partire dalla fine del primo semestre, contro l’11% di crescita nel primo semestre. Ci saremmo aspettati che questa accelerasse”, spiega l’esperto della banca che sull’azione Inditex mantiene il rating equalweight con un target price a 50 euro.
Oggi tocca al Gruppo Coin rilasciare i dati. Nel secondo trimestre 2010 gli analisti di Equita (buy e target price a 7,4 euro confermati sull’azione) si aspettano vendite in crescita del 45% 413,5 milioni di euro (consensus a 397 milioni), un ebitda in aumento del 37% a 35,3 milioni (consensus a 32 milioni), un ebit in crescita dell’8% a 13,9 milioni (consensus a 11 milioni) e una perdita netta di -7,2 milioni.

Stefano Bernardi