L’arte scorre nel “Tubo”

E’ il grande fenomeno degli ultimi anni. E finalmente avrà la consacrazione che merita. 125 video istallati in appositi chioschi, ed ospitati nei musei Guggenheim di Manhattan, Berlino, Bilbao e Venezia. Tra questi corridoi scorrerà la celebrazione di Youtube, il canale di file sharing più famoso al mondo. La selezione finale è stata effettuata tra gli oltre 23 mila candidati, da novantuno Paesi, che hanno risposto al bando lanciato dal Museo Guggenheim, appunto, in collaborazione con i gestori del sito, e con la partecipazione di Hp e Intel. Le adesioni sono state chiuse lo scorso luglio. 

Il prossimo 21 ottobre verrà effettuata un’ulteriore screamatura al termine della quale saranno designati i venti filmati che entreranno infine a far parte di una vera e propria mostra biennale, visitabile nelle sede newyorkese del prestigioso museo. I video spaziano dall’animazione al documentario, ai video musicali, di durata non superiore ai dieci minuti. Tra i requisiti essenziali richiesti ai partecipanti c’è ovviamente la sperimentazione artistica, come ingrediente fondamentale per la realizzazione.

Poche le direttive imposte dal progetto: il carattere non commerciale dei prodotti ed un tema dal titolo “Non l’oggi, ma il domani”. Fra i giurati chiamati a valutare gli oltre 100 finalisti troviamo la performer Laurie Anderson, il gruppo rock Animal Collective e il graphic designer Stefan Sagmeister. L’iniziativa riflette in modo emblematico come e quanto internet negli ultimi anni abbia catalizzato e diffuso nuove forme di comunicazione ed intrattenimento, concentrando l’occhio dell’analisi sui mini-film realizzati e visibili on-line praticamente in ogni momento e in ogni luogo.

E da questo punto d’osservazione non può balzare agli occhi l’importanza di YouTube, divenuto talmente rilevante nel settore da ottenere uno spazio dedicato nel più famoso circuito di musei del globo. La competizione potrà essere seguita dagli internauti sull’apposito canale creato all’interno del sito. 125 perle da vedere e rivedere.

Katiuscia Provenzani