Onu, fine estrema povertà nel 2015

Quaranta miliardi di dollari. Questa è la cifra fissata dall’Onu da destinare ai paesi poveri. L’operazione prevista, farà sì che sedici milioni di vite saranno salvate. Con questi numeri, le Nazioni Unite si impegnano a combattere la povertà nel mondo.

Il summit al palazzo di vetro a New York si è concluso oggi. A guidarlo Ban Ki Moon, segretario generale dell’Onu. Molti i temi trattati. Dal conflitto in Medio-Oriente alla fame nel mondo, fino alla decisione di oggi. Questo vertice ha visto la partecipazione fra gli altri di Hilray Clinton, segretario di stato americana, Catherine Ashton, commissario esteri Ue e l’ex premier britannico Tony Blair. Ieri una forte dichiarazione del leader iraniano Mohammud Ahmadinejad. Parlando alla conferenza, ha definito il capitalismo come “il male del mondo”, attaccando duramente gli Stati Uniti.

“Se l’Africa non riesce a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il mondo avrà fallito”, ha detto ieri Maite Nkoana, ministro degli esteri sudafricano. Nel progetto di aiuti sono coinvolti 150 paesi. L’obiettivo del Millennio è sconfiggere l’estrema povertà entro il 2015. La forte crescita di Cina, India, Pakistan e Brasile è un elemento in più per aiutare i paesi più poveri.

“Sappiamo cosa serve per salvare le vite di donne e bambini – ha sottolineato il Segretario generale del Palazzo di Vetro- e sappiamo come le loro condizioni siano difficili, rispetto agli standard degli Obiettivi del Millennio. Con queste parole Ban Ki Moon ha informato sugli impegni. L’incontro a New York si è ufficialmente concluso. Per il tardo pomeriggio di domani è prevista una conferenza stampa sul bilancio di questi giorni.

Matteo Melani