Zaia contro Distretto di Polizia 10: “Culturame anti-padano, sono incazzato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:38

Come dimenticare? Le trovate del governatore del Veneto Luca Zaia, leghista della prima ora e già Ministro delle Politiche Agricole, si appiccicano al cervello più di una canzone di Battisti o Baglioni. La sua capacità di lanciare tormentoni (spesso all’insegna della contraddizione) ormai compete solo con quella di Claudio Cecchetto. Da Ministro delle Politiche Agricole, tanto per dirne una, il leghista Zaia sponsorizzò il panino McItaly della multinazionale McDonald’s, mettendosi contro l’associazione Slow Food, da sempre in difesa delle specificità regionali del nostro paese (ma non era uno dei perni della politica leghista?). E come dimenticare quando si è dichiarato favorevole al nucleare nelle riunioni di Governo a Roma, per poi dirsi contrario al nucleare in Veneto? L’ultima perla ora riguarda il mondo della televisione, e nello specifico l’imperdonabile “razzismo” (sì, ha detto proprio così) della serie Tv Distretto di Polizia 10. Il reato? Uno dei nuovi personaggi della serie, l’agente bergamasco Giovanni Brenta, secondo Zaia non sarebbe intelligente e sensibile come impongono gli standard del popolo padano. Mancanza imperdonabile degli autori.

Dopo aver assistito alla prima puntata della nuova serie, Zaia si è infuriato e ha scritto una lettera all’attuale presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri: “Caro presidente mi rivolgo a te per l’amicizia e la stima che ho nei tuoi confronti – scrive Zaia – e perché mi spiace constatare che la più grande rete televisiva commerciale d’Italia, Mediaset, che nasce al Nord e vive di pubblicità raccolta dalle aziende che sono in gran parte al Nord abbia sposato l’andazzo di culturame razzista nei confronti del Nord e dei suoi abitanti. Mi riferisco – spiega il governatore – all’ultima trovata del personaggio dell’agente scelto Giovanni Brenta entrato di recente a far parte della decima serie della fiction Distretto di Polizia in onda su Canale 5 che sfodera un indubitabile bergamasco, e mostra un carattere che la stessa presentazione fatta dagli autori spiega che «non brilla né per sensibilità né per intelligenza»”.

Non è tutta: “So che non ho il potere di cambiare le produzioni né i palinsesti televisivi – conclude Zaia – ma almeno voglio farti sentire la forte incazzatura mia personale e di milioni di miei concittadini veneti a est e a ovest del Tagliamento e dell’Adda. Posto poi che i tuoi autori sappiano andare oltre il Tevere e l’Aniene”. La soluzione, allora, ce l’ha in tasca proprio lui: “trasferite l’agente Brenta a Porto Marghera”, è stata la sua geniale invocazione. Che dire: il lauto stipendio da Governatore se lo merita davvero tutto. I calabresi e i siciliani, intanto, stanno pensando di scrivere delle lettere di protesta per tutti i film in cui sono stati rappresentati solo come degli ignoranti mafiosi, ma forse – dietro suppliche delle Poste Italiane, spaventate all’idea – lasceranno perdere. In fonda si tratta di finzione, non di realtà.

La risposta di Confalonieri, comunque, non si è fatta attendere: “Terroni e polentoni sono due figure classiche non solo del cinema e della fiction ma anche del teatro italiano. Spiace che il Governatore Zaia abbia interpretato in modo negativo tale caratterizzazione in Distretto di Polizia. […] Detto questo – ha proseguito Confalonieri – alla lombarda direi: non facciamola piu’ spessa di quello che è”.

Roberto Del Bove