Saverio Romano: non sarò più il segretario regionale dell’Udc

Alla base della decisione di Saverio Romano di dimettersi dalla carica di segretario regionale dell’Udc ci sarebbero motivi diversi. Dal locale al nazionale, infatti, il deputato siciliano avrebbe riscontrato all’interno del partito in cui milita da anni una linea politica non più coerente, tesa a tradire le vecchie alleanze e a cementarne di nuove. Un cambiamento di fronte opinabile, che l’ex segretario regionale dell’Udc non ha digerito. E che lo ha spinto a prendere carta e penna per spiegare a Lorenzo Cesa e Pier Ferdinando Casini i motivi del suo malcontento.

Secondo Romano, infatti, Casini – come il contestatissimo governatore della Sicilia, Raffale Lombardo – avrebbe creato i presupposti per stabilire un’alleanza col Pd: una sorta di “patto col diavolo” volto a rovesciare l’attuale governo. Tale accordo, che in Sicilia è stato già centrato (il Lombardo quater si è costituito grazie al sostegno del Pd), ha spinto l’ormai ex segretario dei centristi siciliani a battere i piedi per terra per denunciare quello che lui considera essere un clamoroso “ribaltone”.

“L‘accordo sancito in Sicilia con il Pd di D’Alema che ha dato vita al nuovo governo siciliano – ha affermato Romano – è la prova di alcuni indizi che avevo da tempo. Il mio sospetto –  ha insistito  – è che si vuole realizzare un governo terzo, senza legittimazione popolare, come in Sicilia”.

Per il deputato centrista le prossime mosse verranno svelate a breve: il quadro da lui ipotizzato prevede “prima elezioni che porterebbero a impattare con una maggioranza diversa al Senato e poi passaggio dell’Udc nel campo avverso, in alleanza col Pd”.

A differenza dei leader nazionali del suo partito, il siciliano ha manifestato la ferma intenzione di ascoltare con attenzione il discorso che il premier pronuncerà in Aula, senza chiudere “pregiudizialmente” a nulla: “Non faccio l’errore di anticipare un mio atteggiamento – ha scandito – Prima voglio sapere cosa dirà Berlusconi il 28 e poi il 28 o il 29 deciderò”.

“Il dissenso che ho espresso – ha continuato nella sua lettera Saverio Romano – ha natura politica ed è diffuso ampiamente nel mio partito e anche nel mio gruppo parlamentare. Ora la mia diventa una battaglia di democrazia. Non ho la pretesa di cambiare il mondo – ha precisato – ma voglio essere di esempio“.

Incalzato sul suo futuro, infine, il segretario dimissionario dell’Udc ha ipotizzato diversi scenari: “In aula io alzerò il mio ditino e dirò come la vedo, da solo o in compagnia – ha precisato – Se poi dovessero sfrattarmi avrò tre scelte: o una casa in prestito e questo lo escludo; o andare sotto un ponte e prendere un raffreddore; o costruire una capanna, ma – ha concluso – è presto per dirlo”.

Maria Saporito