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Scorie nucleari: individuati i siti per il deposito

Secondo quanto riportato questa mattina sul Corriere della Sera, la Sogin (società per la gestione degli impianti nucleari), avrebbe individuato 52 aree adatte ad ospitare il deposito per le scorie radioattive, scarti del processo di fissione nucleare. Le zone, dalle dimensioni di circa 300 ettari, sono sparse sull’intero territorio italiano “con particolare riferimento al Viterbese, alla Maremma, all’area di confine tra la Puglia e la Basilicata, le colline emiliane, alcune zone del Piacentino e del Monferrato“.

Secondo quanto previsto, la scelta del definitivo deposito nazionale non sarà imposta dall’alto, ma avverrà con l’accordo della Regione interessata. L’aministrazione che accetterà la costruzione del deposito sul proprio territorio verrà ricompensata con forti incentivi economici. Il lavoro svolto fin qui dalla Sogin e terminato nella giornata di ieri con l’individuazione dei 52 pretendenti,  è però stato messo da parte in attesa della creazione dell’Agenzia per la sicurezza del nucleare che doveva già essere pronta prima dell’estate. Ogni decisione della società deve infatti essere vincolata alla vigilanza della nascente authority.

Questo ritardo burocratico ha già fatto slittare l’avvio del nucleare. Fissato per il 2013, sembra che verrà posticipato di almeno un anno: “Il rischio drammatico che si corre è quello del gioco dell’oca, dove si torna sempre indietro di una casella”. Queste le parole del direttore per lo sviluppo sostenibile del ministero dell’Ambiente Corrado Clini. A detta di Clini occorre “riconsiderare tutta l’architettura normativa, senza fermare l’avvio delle procedure”. Il ritardo è dovuto anche al fatto che manca il ministro compotente, ovvero il successore di Claudio Scajola alle Attività Produttive, dicastero tenuto da cinque mesi, ad interim, da Silvio Berlusconi. In questo modo alla Sogin non si riesce a nominare il vertice (5 membri) e la società resta commissariata nelle persone di Francesco Mazzuca e del suo vice Giuseppe Nucci.

Di Marcello Accanto

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