Corteo a Roma contro la vivisezione, schierata anche la Brambilla

Domani a Roma e precisamente a Piazza della Repubblica, migliaia di animalisti e probabilmente non solo, si ritroveranno per manifestare e sfilare in corteo per le strade della Capitale, in protesta contro la nuova Direttiva UE, che, a quanto pare, liberalizza non poco la possibilità di utilizzare animali nella ricerca, aggravando contestualmente la pesantezza dei metodi utilizzati sugli stessi. Tra i provvedimenti della 86/609 anche uno, che seppur in deroga al divieto , permette il ricorso agli animali randagi come serbatoio per la ricerca. In Italia però, stando anche alle parole del Ministro Brambilla, schieratasi totalmente a fianco delle motivazioni del corteo, di “serbatoio” ce n’è un altro:

Ferisce in particolar modo – spiega la fondatrice, assieme a Umberto Veronesi, dell’associazione La coscienza degli animali che proprio nel nostro paese, a Montichiari di Brescia, vi sia l’unico allevamento di «cani da laboratorio» rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa, che spedisce verso l’orrore della vivisezione diverse centinaia di indifesi beagle ogni anno”. L’allevamento in questione è quello di Green Hill, al centro di più contestazioni in loco nei mesi passati, da parte di migliaia di animalisti, che ne chiedevano la chiusura. Un progetto dell’azienda, poi respinto dal Primo cittadino di Montichiari, avrebbe previsto di scavare l’interno di una collina, allo scopo di ricavare lo spazio per raddoppiare la “produzione” di cani da laboratorio di razza beagle.

Tale ampliamento avrebbe permesso di allevare ben 5000 cani l’anno. In Aprile scesero in piazza 3000 persone;  anche questo, probabilmente, ha pesato sulla decisione del Sindaco di rifiutare il progetto, proposto dall’americana Marshall Farm, recente compratrice della Green Hill. Queste le voci, molto insistenti che corrono soprattutto sul web,  da molto tempo, che il Ministro del Turismo sembra ascoltare con attenzione: “confermo la mia adesione alle richieste degli animalisti in corteo in merito alla ‘Green Hill” ha aggiunto infatti la Brambilla, che trova però, proprio in casa PdL, alcuni avversari, in special modo i deputati che la nuova Direttiva l’hanno votata. Una lettera degli europarlamentari, indirizzata direttamente al Presidente del Consiglio, chiedeva “un immediato intervento al presidente Berlusconi al fine di indurre il ministro del Turismo ad astenersi da esternazioni riguardante materie estranee al suo dicastero“.  La Brambilla era infatti già intervenuta sia contro la caccia che contro la vivisezione; per quanto riguarda quest’ultimo argomento Il Ministro nei giorni del voto si era anche recata di persona al Parlamento Europeo.

Grande è stata la sorpresa– spiegava Sergio Berlato, uno dei suddetti europarlamentari – non solo nostra ma dell’intero gruppo del Ppe nel costatare che nei giorni immediatamente precedenti il voto esponenti del suo stesso governo ( di Berlusconi, nda) in contraddizione aperta con quanto disposto dall’esecutivo da lei presieduto e segnatamente il ministro Brambilla invitava tutti gli europarlamentari ad assumere nel nome di un malinteso animalismo posizioni difformi“.

Apparentemente una contraddizione del Ministro, ma la realtà potrebbe essere ben diversa. Va considerato infatti l’iter legislativo subìto dalla 86/609 prima della sua approvazione finale. Se originiariamente avrebbe dovuto essere un documento limitante in modo assoluto il ricorso agli animali nella sperimentazione scientifica,  le associazioni animaliste e i politici che contro questa Direttiva hanno lottato, hanno denunciato le pesanti modifiche, forse passate un po’ anche sotto silenzio, occorse durante il “tragitto”. Tra gli  europarlamentari orientati in tal senso, spicca su tutti, Sonia Alfano (IdV), figlia del giornalista Beppe, ucciso dalla malavita organizzata per le sue scomode inchieste.

Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori“, domani, 25 settembre, sarà questa la frase più scandita alla manifestazione e proposta dagli attivisti autonomi di “Fermare Green Hill“.

Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni

A. Einstein

A.S.