D’Alema: si faccia chiarezza sui Servizi Segreti

?”Sulla scena internazionale l‘Italia si presenta come un  Paese ripiegato su se stesso, costretto in uno scontro politico interno che arriva fino alle aggressioni personali“. L’amara osservazione di Massimo D’Alema parte dalla città di New York, dove il presidente del Copasir si trova per il presidium dell’Internazionale Socialista e per la “Clinton Global Iniziative”.

“Sono anche in corso attività vergognose di dossieraggio – ha continuato D’Alema, raggiunto oltreoceano da un cronista de “L’Unità” – Non è la prima volta che accade. Le responsabilità di carattere politico sono abbastanza evidenti, sarà eventualmente la magistratura ad accertare se vi siano responsabilità penali”.

Nella sua veste di presidente del Copasir, non può esimersi dal commentare il sospetto sollevato dai finiani a proposito di presunti 007 assoldati per gettare fango sul presidente della Camera: “Nessuno chiama in causa i Servizi Segreti come tali, in quanto strutture – ha spiegato – Se possa esserci da parte di singoli, di gruppi che operano al di fuori di ambiti istituzionali una collaborazione a queste attività vergognose, ciò deve essere accertato, tenendo conto – ha continuato il dirigente del Pd – che il Copasir non è una Commissione d’inchiesta, non ne ha i poteri”.

“Ciò che abbiamo fatto e faremo – ha assicurato D’Alema – è sollecitare costantemente chi ha la responsabilità di coordinare i Servizi, il Dis, ad esercitare i propri compiti istituzionali, che comportano la vigilanza sull’operato degli apparati di intelligence affinché sia eliminato anche solo il sospetto di attività al di fuori delle leggi”.

Volgendo lo sguardo verso scenari più ampi, l’ex ministro degli Esteri ha quindi fornito un’ impietosa panoramica del nostro Paese: “Il governo Berlusconi – ha attaccato – ha drasticamente tagliato le risorse finanziare per l’Aiuto allo Sviluppo ed è inadempiente verso i principali impegni internazionali a cui l’Italia aveva dato la sua adesione”.

“La responsabilità maggiore di questo decadimento – ha rincarato D’Alema – è del presidente del Consiglio. Di un’Europa che non fa sentire la sua voce come dovrebbe, l’Italia è il caso limite”. Tutt’altra cosa da quell’America, guidata da Obama, che guarda ai più deboli per accrescere anche la propria ricchezza. “Lo sforzo compiuto dall’amministrazione Usa e da Obama in prima persona – ha notato D’Alema – è far capire che l’aiuto ai Paesi poveri è anche un modo per rilanciare l’economia globale. Non è semplice assistenza. Obama è convinto, e a ragione, – ha insistito il numero uno del Copasir – che garantire lo sviluppo dei Paesi poveri diventa anche il volano per dare benefici ai cittadini dei Paesi ricchi“.

Maria Saporito