Doppio Edward Norton per il tragicomico “Fratelli in erba”

Due fratelli gemelli – fisicamente identici, completamente opposti per attitudine e vocazioni – non si vedono da anni: Bill Kincaid è docente di filosofia antica alla Brown University, Brady uno spacciatore di Marijuana dell’Oklahoma. Attirato con l’inganno dal fratello, Bill si deciderà a tornare nell’amato/odiato paese natìo, fronteggiando un passato che aveva cercato di cancellare con la disciplina dello studio e dell’autocontrollo. Ma è il Caso a tenere le redini del mondo e la somiglianza fisica con il fratello darà il via ad una serie di scambi di persona ed equivoci degni della migliore commedia greca. Gli esiti, però, a differenza della di quest’ultima saranno tutt’altro che felici.

Tim Blake Nelson firma regia e sceneggiatura di questo Fratelli in erba (titolo originale Leaves of grass, dall’omonima raccolta di Walt Whitman); una “Hylarotragoedie” low-budget tutt’altro che disimpegnata – come invece farebbe supporre il titolo – incentrata sul contrasto tra Ragione e Caso, tra visioni diverse della vita tutte inevitabilmente destinate al fallimento, perché tutte intenzionate ad imbrigliare nella forma ciò che è impossibile da determinare in maniera definitiva.

L’unica via di scampo – sembra suggerire Nelson – è comprendere questo assunto di base, come farà Bill Kincaid al termine della storia, cedendo al suo spirito socratico e accettando le cose per quello che sono e per come vengono. Lo stesso spettatore si trova a dover accettare questa logica, quando comprende che – come nei migliori film dei Coen, con cui Nelson ha lavorato in Fratello dove sei? – è impossibile prevedere lo sviluppo della storia in anticipo.

Infarcita di citazioni classiche, con momenti di satira degna dei fratelli Farrelly (vedi: studentesse disponibili e pusher ebrei), questa commedia indipendente trova tutta la sua forza nella sceneggiatura e nella doppia interpretazione di Edward Norton (nelle vesti anche di produttore, oltre che di interprete). Da una parte intelligente ma bifolco spacciatore sudista, dall’altra affettato docente di filosofia oramai plasmato dal radical-chic della East Coast,  l’attore è attento alle sfumature che separano non solo due personaggi ma due interi mondi: quello della provincia e quello delle èlite intellettuali accademiche. Da sottolineare anche il ruolo marginale ma incisivo della madre dei due gemelli, un sessantottina al tramonto interpretata dalla sempreverde Susan Sarandon.

Dal contrasto tra i registri stilistici diametralmente opposti dei fratelli Kincaid nasce in effetti buona parte della comicità del film; peccato che il doppiaggio italiano abbia fatto sparire il lavoro compiuto da Norton sul’accento, marcatamente merdionale in Brady, quasi “neutro” in Bill. Aspettando di poter vedere film sottotitolati anche nelle nostre sale, oltre che nei festival, ci godiamo comunque la sagacia di questa commedia colta, bassa solo nel budget ma capace di trascendere il genere con coraggio e buone intenzioni.

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Roberto Del Bove