Minacce a Violante e moglie, lettera Br con proiettili a Adnkronos

Dopo la busta contenente proiettili e minacce nei confronti del ministro degli Interni Maroni e della leghista Rosy Mauro, fatta pervenire all’agenzia Ansa senza alcuna rivendicazione, una nuova lettera, questa volta siglata Brigate Rosse con la classica stella a cinque punte e contenente minacce a Luciano Violante e alla moglie Giulia De Marco, è stata recapitata questa mattina al Palazzo dell’Informazione dell’agenzia Adnkronos a Roma. Nella busta anche due proiettili.

Nella missiva, scritta in stampatello, si legge: «Abbiamo deciso di condannare Luciano Violante e sua moglie De Marco Giulia servi dello Stato al servizio della destra».

Le forze dell’ordine e la Digos sono al momento al lavoro per verificare l’esatta entità della minaccia.

Intanto il mondo politico intero si stringe in solidarietà attorno a Violante e alla moglie.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini esprime “viva preoccupazione per i gravi messaggi intimidatori che hanno colpito in questi ultimi due giorni autorevoli esponenti delle istituzioni del nostro Paese” e “nell’esprimere la ferma condanna contro ogni minaccia criminale, ribadisce la propria piena solidarietà al ministro Maroni, alla senatrice Mauro e al presidente Violante, impegnati quotidianamente nella comune battaglia a sostegno dei principi di democrazia e legalità”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, in una telefonata a Violante ha offerto la sua “più profonda solidarietà, personale e istituzionale” all’esponente del Partito Democratico e ha espresso la “più sincera solidarietà” alla vicepresidente del Senato, Rosi Mauro, e al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per le gravi minacce ricevute ieri sera dai due esponenti leghisti.

Duro anche il commento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il quale afferma: ”Lo Stato ripudia con fermezza le volgari manifestazioni di odio che in questi ultimi giorni sono giunte a diversi esponenti politici e a uomini delle istituzioni, gravi atti intimidatori che tentano inutilmente di minare la saldi radici democratiche nel nostro Paese. Sappiamo ben riconoscere le recrudescenze violente dei nostalgici del periodo del terrore – continua Alfano – e nessuno si lascerà intimidire poiché lo Stato, in tutte le sue articolazioni, risponderà adeguatamente con un’unica durissima voce”.

”Solidarietà e vicinanza” a Violante e alla moglie è stata espressa anche dal vicepresidente del Senato Vannino Chiti . ”E’ un episodio da non sottovalutare. Servono la massima fermezza per stroncare il ritorno di qualsiasi forma di eversione e uno sforzo collettivo – ha aggiunto Chiti -affinché si affermi sempre la cultura della non violenza”.

Il leader del Partito Democratico, Bersani, si mostra preoccupato: ”Il clima sta diventando pesante. Bisogna fare subito chiarezza su questi preoccupanti fatti. La storia di questo Paese ci deve spingere a tenere alta la guardia”.

Sulla stessa linea il capogruppo del Pd a Montecitorio Dario Franceschini per il quale ”si è trattato di un vero e proprio atto intimidatorio su cui va fatta subito chiarezza perché episodi come questi non vanno mai sottovalutati”.

Vicinanza a Violante anche dai banchi della maggioranza, con il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli che esprime ”solidarietà completa al presidente Violante e alla sua famiglia per le preoccupanti minacce ricevute”. E ancora: ”Violante è uomo che ha messo in conto il pericolo sia per la sua vita personale, come magistrato, sia per il suo impegno politico come rappresentante delle istituzioni, al di là delle appartenenze. Occorre tenere sempre alta la guardia contro i rigurgiti di una stagione terroristica che ricorda tempi bui”.

Maurizio Gasparri si augura invece che ”si tratti solo di un gesto di un mitomane e non di una minaccia ascrivibile a gruppi terroristici”. ”Saranno gli investigatori – ha sottolineato l’esponente del Pdl – a fare chiarezza, in ogni caso nulla va sottovalutato. Bisogna tenere sempre alta la guardia di fronte a nuove possibili minacce”.

Giuseppe Consolo (Fli), nel suo messaggio di solidarietà a Violante e alla moglie, dichiara: ”Di fronte alle minacce brigatiste, non è consentito alcun distinguo politico. Ecco perché solo una espressione vorrei sentire gridare a gran voce: solidarietà, solidarietà, solidarietà”.

Nell’esprimere tutta la propria solidarietà a Violante e alla sua famiglia, il numero uno dell’Idv Antonio Di Pietro sottolinea ”la necessità che le istituzioni tornino a occuparsi dei problemi dei cittadini, perché proprio l’assenza di un rapporto con il terrirtorio e coi problemi concreti delle persone viene strumentalizzata da questi pazzi criminali. Vorremmo fossero messi in galera e poi buttate le chiavi”, conclude Di Pietro.

Raffaele Emiliano