Torino Spiritualità: dono e gratuità, grandi pensatori spiegano le parole della rivoluzione

Oggi si è conclusa la terza giornata del Festival Torino Spiritualità, (22-26 settembre), il cui titolo è Gratis. Il fascino delle nostre mani vuote.

La manifestazione, che si fa rappresentare dal progetto fotografico Geometria delle mani di Penone, raccoglie eventi di varia natura, come  lezioni,documentari, letture, concerti e spettacoli teatrali.

Il dono si inserisce nella dimensione etica e religiosa della vita umana; esso presuppone un gesto di apertura e ‘primo’ nei confronti dell’altro, il quale viene accolto in una relazione con un’azione incondizionata di fiducia nei suoi confronti, alla quale esso si trova a rispondere. La categoria del dono ha, perciò, un’enorme potenzialità di cambiamento e rigenerazione nel dialogo sociale e, per alcuni pensatori, regola de facto gran parte delle pratiche tra gli esseri umani, viste da questi come dinamiche di dono e controdono, piuttosto che di scambio.

Il festiva Torino Spiritualità accoglie con serietà uno degli argomenti più d’avanguardia nel pensiero etico e religioso, con “la volontà di proporre al pubblico occasioni per mettere in discussione le questioni che segnano la contemporaneità“, e di far diventare il “pubblico” una “comunità“. Illustri ospiti hanno dibattuto e dibaterrano sulle tre parole chiave del festival, gratuità, alterità e scambio; tra questi Robert Thurman, Andrea Segré, Gustavo Zagrebelsky, Moni Ovadia, Vito Mancuso, Laura Boella e Gherardo Colombo.

Tra gli appuntamenti delle prossime giornate ricordiamo la Cena collettiva per mille persone, un’iniziativa del progetto “Un anno contro lo spreco”, e l’itinerario meditativo guidato da Duccio Demetrio nel Bosco dei Pensieri di Fontanafredda.

Giulia Antonini