Pd, Marino: “Basta con i battibecchi della vecchia politica”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:02

In un’intervista rilasciata al quotidiano “La Nazione”, il senatore del Partito Democratico e candidato alle ultime primarie per scegliere il segretario del partito, riflette sull’attuale condizione del Pd e sulle polemiche scoppiate negli ultimi giorni in seguito al documento di Walter Veltroni.

Al cronista che gli chiede quanto durerà la pace nel Pd, Marino risponde: «Non mi piace parlare di pace perché presuppone che prima ci sia stata una guerra. Ma noi dobbiamo smettere di avere battibecchi interni e balbettii interni. Dobbiamo smettere di avere figure di rilievo che esprimono critiche al partito attraverso le pagine del settimanale Gioia».
«Non vorrei che adesso la strategia del partito democratico diventasse che si dà mandato al segretario di rispondere su Tutto uncinetto. Come ha sottolineato Bersani – prosegue il senatore del Pd – abbiamo un Paese che è in un disastro economico e morale. Assistiamo a una maggioranza amplissima bloccata in liti furibonde. La scuola è a pezzi, la sanità pure, l’economia si impoverisce. In un paese così il Pd deve darsi delle priorità: lavoro, scuola pubblica investimenti nella green economy, cultura e diritti delle persone».

Marino crede che il Pd non stia dando un bello spettacolo, ma – aggiunge l’esponente democratico – «Bersani ha vinto il congresso ed è il segretario di tutti. Scrivere lettere sui giornali, documenti, raccogliere firme è solo il modo per politici del secolo passato per conservare rendite di posizione. Se non cambierà la legge elettorale proporrò che ci siano le primarie in tutte le circoscrizioni italiane».
Marino spiega poi la decisione di astenersi nel voto di direzione col fatto che «Bersani deve dimostrare di ascoltare tutte le sensibilità politiche», infatti per il momento «c’è stato poco ascolto. E poi eravamo in disaccordo con l’idea che si portasse un documento al voto. La nostra posizione è assolutamente diversa da quella di Veltroni. In un partito si deve discutere negli organismi dirigenti non sui giornali».

Il senatore democratico non esclude una sua candidatura alle primarie, poi fa un pronostico: «Ho molta stima per Vendola che ha il carisma e la preparazione per correre, ma credo vincerà Bersani».

Infine un appello al ricambio generazionale: «I dirigenti del secolo passato devono fare un passo indietro perché spesso tra di loro ci sono risentimenti e vecchi attriti. Ci vuole un ricambio generazionale». E a proposito di Bersani: «Ha la forza di 3 milioni di persone che sono andate a votare per le primarie. Comunque si deve applicare lo statuto: chi ha fatto 15 anni in Parlamento non deve essere ricandidabile ad eccezione del segretario in carica».

Raffaele Emiliano

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