Torino: Cena collettiva per mille persone, azione concreta contro lo spreco

Questa sera, nell’occasione del Festival Torino Spiritualità, Piazza Carignano ospiterà una cena collettiva per mille persone, che vuole essere un esempio di quanto possano essere gustosi e sani gli scarti alimentari del nostro sistema produttivo.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Last Minute Market, è il primo degli eventi promossi dal progetto “Un anno contro lo spreco” e prende ispirazione dalla  “Feeding the 5.000” londinese e dalle attività di Tristam Stuart. Ai primi mille che si presenteranno verrà offerta una cena realizzata con scarti e materiali di seconda scelta.

Quel che l’iniziativa vuol far sperimentare è quanto l’etichetta “scarto” possa essere applicata ad alimenti assolutamente commestibili dal punto di vista della salute e del piacere. E come i criteri con cui collettivamente giudichiamo edibili alcuni alimenti rispetto ad altri si sono artificiosamente modificati seguendo le dinamiche della produzione, così da alzare i parametri di selezione. Questi criteri, sostiene chi si fa portavoce di un’economia della decrescita e della riduzione dei consumi, non solo hanno alimentato false convinzioni sulla bontà dei cibi, ma apportano enormi danni all’ambiente e all’umanità.  Insomma, spesso dietro uno scarto vi è più verosimilmente uno spreco.

Si tratta dunque di ripensare la pratica produttiva per un organico sfruttamento dei suoi scarti ed una riduzione dei suoi sprechi.  Il più grande ostacolo al cambiamento, che può intervenire solo a livello collettivo, sono le convinzioni e le abitudini di consumo. C’è solo un modo per intervenire sul riflesso incondizionato che ci fa storcere il naso davanti ad una confezione scaduta da un giorno o ad una pera che, non trattata chimicamente, è stata segnata dagli insetti: assaggiare e verificarne la bontà e salubrità. Questo è quel che prova a fare la cena di Piazza Carignano: un’azione concreta contro lo spreco. E far provare l’esperienza di essere un freegan, uno che non accresce i consumi ma vive sugli scarti di produzione.

Giulia Antonini