Berlusconi: l’immagine della politica è disastrosa

Silvio Berlusconi sfoga tutta la sua tensione in un messaggio audio inviato ai Promotori della Libertà. Il premier parla a tutto tondo dell’attuale situazione politica che considera disastrosa: “In questi giorni l’immagine che dà di sè la politica è davvero un disastro, è molto peggio del teatrino di sempre, del teatrino delle chiacchiere, degli insulti, delle falsità. Meglio lasciar perdere. Fuori da questo teatrino, il nostro governo invece, il ‘governo del fare‘, ha continuato a lavorare in silenzio su cose concrete, nell’interesse di tutti gli italiani”.

Il presidente del Consiglio invita poi i giovani militanti ad informare il più possibile i cittadini sul ruolo dell’Italia nelle misssioni militari internazionali: “La missione che affido oggi a Voi e a tutti i militanti della Giovane Italia è di informare gli italiani, attraverso i gazebo e le iniziative sul territorio, su un aspetto particolare del nostro lavoro: sul ruolo dell’Italia e dei nostri soldati nelle missioni militari internazionali di pace. Un ruolo e un impegno che il nostro governo ha sempre considerato imprescindibile”.

Il presidente del Consiglio ha poi posto l’accento sull’apprezzamento internazionale dimostrato nei confronti del lavoro dei nostri soldati: “L’apprezzamento degli alleati nei confronti dei nostri militari che hanno il compito di addestrare le forze armate e soprattutto le forze di polizia afgane è altissimo. Grazie a questo arduo lavoro […] i nostri militari si sono conquistati il consenso e la fiducia sia della popolazione afgana, sia, lo ripeto, dei nostri alleati internazionali”.

In conclusione, Berlusconi ha sottolineato come proprio i soldati italiani siano di fatto l’organo più bello dello Stato: “Care amiche e cari amici, i nostri soldati in Afghanistan e negli altri 20 teatri operativi sono la parte più bella e più pulita dell’Italia. Dovete raccontarlo e spiegarlo a tutti quelli che potete raggiungere. Fatelo con lo stesso orgoglio che ho provato io leggendo i resoconti del loro lavoro quotidiano.

Di Marcello Accanto