Il 26 settembre 2010 si celebra la Terza Giornata Mondiale della Contraccezione

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Contraccezione, promossa da alcune fra le più autorevoli Associazioni e Fondazioni internazionali che si occupano di pianificazione familiare e salute della donna. Fra queste Marie Stopes International, Population Council, Federation Internationale de Gynecologie Infantile et Juvenile e International Planned Parenthood Federation, con il sostegno di Bayer Schering Pharma.

Lo slogan scelto in Italia per il 2010 è “Abbatti il muro dell’ignoranza: la contraccezione è una scelta intelligente!”. La manifestazione si concentrerà sui dati emersi da un’indagine internazionale condotta lo scorso luglio sui giovani e sesso sicuro. Un modo per far capire l’importanza del benessere fisico legato all’uso consapevole di contraccettivi adeguati. Attualmente, come risulta dall’indagine, solo il 36% dei ragazzi italiani dichiara di rivolgersi al proprio docente per chiedere informazioni sulla contraccezione contro il 64% della Gran Bretagna, il 44% della Spagna e il 42% della Francia. Al primo posto nel nostro Paese risultano i genitori, cui si rivolge il 55% dei ragazzi.

“Per noi è fondamentale sottolineare la continuità fra l’educazione alla salute, in senso stretto, e quella alla sessualità consapevole – spiega il prof. Emilio Arisi, Consigliere SIGO (Società italiana di ginecologia e ostetricia) -. Proteggere sè stessi e il proprio partner, con una contraccezione sicura, rappresenta un tassello basilare per un corretto stile di vita, tanto quanto il costante movimento fisico o la dieta equilibrata. E solo con una corretta formazione ciascuno potrà poi, adeguatamente informato, compiere anche in campo sessuale le scelte che reputa più adatte”.

La Giornata mondiale della Contraccezione è finalizzata quindi a promuovere nel mondo comportamenti e stili di vita sostenibili attraverso la sensibilizzazione, la formazione, l’arte e i media. In particolare progetti per l’Africa, dove milioni di donne rischiano ogni giorno il contagio con il virus HIV o con altre infezioni a trasmissione sessuale, oltre a non essere in grado di pianificare le gravidanze anche a causa della mancanza di risorse e carenze strutturali dei sistemi sanitari.

Per cambiare questa situazione, per garantire davvero l’accesso universale alla salute riproduttiva entro il 2015, come richiesto dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio, occorre “osservare, ripensare, agire”. E spingere chi decide gli interventi di cooperazione allo sviluppo a fare della fornitura e distribuzione dei prodotti di consumo per la salute sessuale e riproduttiva, come i condom, una priorità per assicurare uno sviluppo sostenibile.

Adriana Ruggeri