Primarie Milano: allo Zelig il confronto tra i candidati di centrosinistra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:33

La location potrebbe indurre in inganno perché quello che si è consumato ieri al teatro “Zelig” di Milano è stato un confronto tutt’altro che leggero. Nel primo faccia a faccia ufficiale tra i quattro candidati alle primarie di centrosinistra nel capoluogo lombardo, c’è stato infatti poco da ridere.

A scambiarsi opinioni su programmi ed emergenze da fronteggiare: l’urbanista Stefano Boeri, il costituzionalista Valerio Onida, l’ex Prc Giuliano Pisapia e il fisico Michele Sacerdoti. Esponente dei Verdi, Sacerdoti aveva tentato di presentarsi alle scorse primarie (nel 2006), ma non riuscì a raccogliere il numero sufficiente di firme a sostegno della sua candidatura. Rinvigorito da quel “flop”, il fisico ci riprova adesso, proponendosi all’elettorato milanese come il vero “outsider” dei palazzi e della nomenclatura dei partiti.

I quattro candidati che tenteranno di strappare a Letizia Moratti la guida di Milano sono concordi nell’affermare le necessità di far cambiare passo alla città. Una “comunione” di intenti che Giuliano Pisapia sintetizza in una battuta inequivocabile: “Abbiamo un obiettivo comune – dice – far tracimare la Moratti“.

Tra i temi trattati animatamente dai 4 candidati: l’ecopass, l’ambiente, l’occupazione, la casa, il pgt (piano di governo del territorio), ma il confronto si infiamma quando si parla del problema relativo alla scarsa integrazione dei rom nel capoluogo lombardo. “I rom hanno esigenze diverse da noi – esordisce Pisapia – e quindi meritano risposte diverse. La loro inclusione sociale e culturale deve realizzarsi a partire dai quartieri popolari”. Un’osservazione che fa storcere il naso a Stefano Boeri, che tenta di interrompere il “collega” con una dichiarazione che insolentisce Pisapia.

Non accetto di prendere lezioni sui rom da te”: sbotta l’ex Prc, rivolgendosi a Boeri, il quale risponde prospettando la sua visione delle cose. “A Milano – spiega – esistono 300 famiglie rom che non hanno bisogno di dirlo perché hanno casa e lavoro: non c’è un problema rom a Milano, c’è un problema di povertà assoluta, ma evitiamo – precisa l’architetto – discriminazioni etniche“.

“Quando il centrodestra dice di non dare le case ai rom – si inserisce il costituzionalista Valerio Onida – fa affermazioni di razzismo che fanno il paio con quanto si diceva negli anni 30 sugli ebrei. I 25 alloggi popolari di cui tanto si è parlato sono per le emergenze sociali, e la chiusura dei campi nomadi è un’emergenza sociale“.

Tenta di sdrammatizzare Michele Sacerdoti che interviene sulla questione per proporre un’inedita ricetta: “Invece di regalare bandiere ai matrimoni civili – scherza – facciamo suonare i rom“. Tanto quanto basta a sciogliere la tensione dei candidati in una generale risata.

Maria Saporito


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