Rifiuti a Napoli: per Bertolaso è colpa degli amministratori

L’emergenza non è di tipo naturale, ma è dovuta a ritardi, a problemi del territorio, all’evidente mancanza di organizzazione“. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, non ha dubbi. La nuova emergenza rifiuti – che ha costretto gli abitanti di Napoli a rivivere i giorni della “vergogna”, fatti di spazzatura che invade le strade e ammorba l’aria – è a suo giudizio “figlia” della cattiva gestione locale.

“Voglio sperare – ha rincarato il numero uno della Protezione civile – che il governo non intervenga, perché nel caso intervenisse, ovviamente dovrebbe chiedere prima ai responsabili di eventuali situazioni di inefficienza di farsi da parte, dato che alibi – ha precisato Bertolaso – non li forniamo più a nessuno“.

Punta l’indice ripetutamente contro la disorganizzazione delle amministrazioni partenopee, ricorrendo al dissacrante “sfottò”: “La questione ancora più banale – ha notato sarcastico il sottosegretario – è che se qualcuno non porta via i rifiuti, i rifiuti rimangono lì“.

Osservazioni caustiche, alle quali l’assessore all’Igiene urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, ha sentito il bisogno di replicare: “Con riferimento alle affermazioni di Bertolaso – ha scritto in una nota – circa presunte mancanze della società Asia (l’azienda per i servizi di igiene ambientale, ndr) relative alla capacità di raccolta dei rifiuti, l’assessore Giacomelli ribadisce l‘impegno a rimuovere, in 48 ore, le 600 tonnellate ancora giacenti (1.500 sono già state raccolte, ndr), se ci si assicura la possibilità – ha precisato – di conferire i rifiuti durante tutta la giornata”.

A rendere difficile la raccolta della spazzatura e il successivo trasporto alle discariche vicine, infatti, avrebbero partecipato sia la pioggia battente delle ultime ore che le proteste dei cittadini. Non ultima quella del sindaco di Terzigno, Gennaro Langella, il quale ha iniziato da ieri uno sciopero della fame per dire ‘no’ allo sversamento dei rifiuti nella discarica del suo paese.

Un’azione dimostrativa che è stata già stigmatizzata da Guido Bertolaso: “Nel decreto, poi convertito nel 2008, e approvato anche con i voti dell’opposizione – ha spiegato l’uomo delle emergenze – c’è l’elenco delle discariche da realizzare, e in quell’elenco c’è Terzigno cava Vitiello”.

Maria Saporito